Sua madre gli fece il terzo grado per sapere quanto fosse ricca la mitica zia Aurelia, e se avesse accennato a qualcosa che avesse a che fare con testamenti, eredità, cessioni, usufrutti, e tutto ciò che poteva in qualche modo rimpinguare il misero peculio familiare.
Quando le apparve chiaro che la parente non doveva essere ricca sfondata, non aveva accennato ad alcuna eredità, e che comunque Paolo aveva fatto poco caso a questioni del genere, la “Salvatrice” si adirò moltissimo. Possibile che avesse generato un figlio così idiota? A che gli serviva la “proposcide”, se non gli serviva a captare l’odore dei soldi? Se non fosse stato per lei sarebbero tutti finiti “a pan dimandato”. E perché continuava a guardarla con quella faccia da deficiente? Quella faccia. Basta con quella faccia. Non voleva più vedere quella faccia.




