I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Ridicularia (Pagina 3 di 52)

VIETATO RIDERE

Vietato anche ridere. Il Grande Fratello non tollera che i sudditi ridano.

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6 GIUGNO 1944: LO STORICO SBARCO IN LOMBARDIA

Commemorando la data del 6 giugno 1944, ben quattro telegiornali di portata nazionale hanno informato i telespettatori dell’importante ricorrenza. Solo che, invece che di sbarco in Normandia, tutti e quattro hanno disinvoltamente parlato di “sbarco in Lombardia”.

Naturalmente, con la consueta superficialità, dopo le prime risate, l’episodio è stato relegato nel dimenticatoio, mentre si tratta in realtà di un fatto gravissimo. Dietro a quei telegiornali stanno costosissime organizzazioni complesse (pagate dalle tasse, indovinate di chi), numerosi (presunti) esperti che acquisiscono le notizie, le vagliano (o dovrebbero vagliarle), preparano i testi che gli annunciatori devono leggere. Infine si spera che gli annunciatori siano dotati di un minimo di cervello e che facciano attenzione a quello che leggono. Insomma, gente che si suppone seria e competente, capace di evitare almeno le figuracce più gravi. E invece no. In quattro reti, non una sola ma quattro reti diverse d’importanza nazionale, il ridicolo errore è passato inosservato. Le sorridenti annunciatrici hanno serenamente informato il pubblico in ansiosa attesa di notizie, che ricorreva l’ottantesimo anniversario dello sbarco in LOMBARDIA. Quattro reti nazionali, quattro figuracce davanti a milioni di telespettatori. Non può essere un caso. Che significa?

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A PROPOSITO DI SCOMUNICHE

Il domenicano Girolamo Savonarola iniziò la predicazione dei Quaresimali – era il 17 Febbraio 1496 – con queste parole:

Fatti in qua, ribalda Chiesa, fatti in qua ed ascolta quello che il Signore ti dice: Io ti avevo dato le belle vestimenta, e tu ne hai fatto idolo. I vasi desti alla superbia; i sacramenti alla simonia; nella lussuria sei fatta meretrice sfacciata; tu sei peggio che bestia; tu sei un mostro abominevole. Una volta ti vergognavi dei tuoi peccati, ma ora non più. 

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IL TAMERISCO NELLA STEPPA

IL TAMERISCO NELLA STEPPA

Una domenica, dopo la Santa Messa, un gruppo di amici alquanto cattolici sedevano intorno ad un tavolo all’aperto (infatti era piena estate), bevendo (moderatamente) vino e raccontandosi a turno storie edificanti o citando e spiegando qualche brano della Sacra Scrittura. Dopodiché il narratore proponeva un brindisi. Questo curioso modo di stare insieme imitava quello degli abitanti della Georgia, paese che, per grazia di Dio, si era liberato per sempre della barbarie comunista senza cadere nella barbarie mondialista, e dove di recente gli amici erano stati in un viaggio turistico organizzato dalla loro parrocchia.

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EUFEMISMI

Per ogni dittatura è essenziale che i sudditi siano accecati, quindi deve:

1) mascherarsi da democrazia,

2) far divertire l’imbecilgente,

3) cambiare le parole.

Esempi:

Aborto/Assassinio di bambini non nati e indifesi = Interruzione di gravidanza/Salute riproduttiva

Bagascia/Mignotta/Prostituta/Puttana = Escort

Brogli continuati = Elezioni

Censura = Difesa della “verità”

Ciechi = Non vedenti

Chiacchiere = Democrazia

Comunisti/Ulivisti = Democratici

Diritti = Sfrenati desideri

Distruzione della Chiesa e della morale = Cammino sinodale

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IMPORTANTE SCOPERTA SCIENTIFICA

Con profonda soddisfazione annunciamo

una fondamentale scoperta scientifica,

illustrata nel diagramma qui sopra,

con immagini di vari colleghi,

paladini del relativismo,

che non mancheranno

di riconoscersi.

Ecco infatti (squilli di trombe e standing ovation):

IL CICLO DELL’IDIOZIA UNIVERSITARIA.

L’epocale scoperta del suddetto ciclo rappresenta

un rivoluzionario progresso scientifico:

risolve infatti un problema che

che da tempo turba e affatica

le menti degli scienziati:

perché almeno 4/5

dei cattedratici

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TESTE VUOTE

Secondo le misure al radiocarbonio, la Sindone è medievale, il Corano fu scritto prima che nascesse Maometto, una chiocciola appena morta risale a cinquemila anni fa, un corno da bere vichingo è del secolo ventunesimo d.C. Domanda: chissà di che epoca è il cervello di chi fa queste misure?

A che serve una testa vuota? A fare il relativista.

Antropologia dei generi? Chissà che ne dicono le suocere?

Che c’è di peggio di una primavera silenziosa? Un ambientalista che blatera.

Qualcosa di ambientalisticamente insostenibile? Un politicante che blocca qualunque iniziativa.

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AFORISMI SUL PROGRESSO

AFORISMI SUL PROGRESSO

(chi ci crede è proprio fesso)

Dicono che il progresso avanza? Allora dev’essere un gambero, perché l’umanità non migliora affatto, anzi.

Dicono che il progresso è in marcia? Ma soprattutto è marcio, perché l’umanità invece di elevarsi sprofonda.

Dicono che il progresso è inevitabile? Ma se questo è davvero progresso, allora evviva la caverna e la clava.

Dicono che il progresso è un bene? Allora bisogna resistere, resistere, non per virtù civica, ma per fare dispetto.

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TEMPI GRAMI

MENU DEL BAR “TEMPI GRAMI” – VIA DELLA SFIGA, 17

Insalata alla Bergoglio: frullato di indietristi e sgranarosari con sangue di Giuda.

Panino “Tempi grami”: due fettine di pane stantio con lo scontrino in mezzo.

Cocktail Monti: acqua sporca, colorante, spruzzo di fiele, agitato non mescolato.

Caffè Fornero alla lacrima: fondi neri riciclati di caffè, spine di scorfano, lacrime di coccodrillo.

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PRESTO RISOLTO

Emilio Biagini

Una stanza tipo ufficio. Scrivania, poltrona, telefono.

Personaggi:
Il MAESTRO;
il TIRAPIEDI.

TIRAPIEDI (entra con le braccia alzate in segno di estrema disperazione) — Maestro, maestro, una catastrofe.
MAESTRO — Che c’è?
TIRAPIEDI — È morto, è morto.
MAESTRO — Chi è morto?
TIRAPIEDI — Che disastro, è morto, è morto.
MAESTRO — Ma chi è morto, accidenti?
TIRAPIEDI — Il marxismo, maestro, è morto.
MAESTRO — Morto? Ma se due minuti fa stava benissimo.
TIRAPIEDI — Eppure è lungo stecchito.
MAESTRO — Ma se la teoria della transizione funzionava così bene.
TIRAPIEDI — Lo so, però all’improvviso la transizione è andata storta.
MAESTRO — Vuol dire che invece di transìre dal capitalismo al socialismo …….
TIRAPIEDI — Abbiamo transìto alla rovescia, dannazione.
MAESTRO (facendo l’atto di tirare il collo a qualcuno) — Ci dev’essere un traditore. Bisogna scovarlo.
TIRAPIEDI (torcendosi le mani) — Proprio ora che avevo il concorso. A chi la daranno la mia poltrona, adesso?
(squilla il telefono)
MAESTRO — Pronto. Ah, è lei, Eminenza.
TIRAPIEDI — Chi è?
MAESTRO — È l’Eminenza.
TIRAPIEDI — Ah …….
MAESTRO — Si, ho sentito, Eminenza… Me l’hanno appena comunicato, Eminenza ……. Chi penserà adesso ai poveri, Eminenza?… Mah? Anche noi siamo preoccupati, Eminenza… Grazie della telefonata, Eminenza… Lei è molto buono, Eminenza… Grazie, Eminenza… La sua solidarietà ci rinfranca, Eminenza… (depone la cornetta) Era l’Eminenza… l’Arci-Vescovo, il Vescovo dell’Arci.
TIRAPIEDI — E adesso?
MAESTRO — Bisognerebbe avere notizie più precise.
TIRAPIEDI — Io so tutto.
MAESTRO — Cosa ne vuol sapere? Non sono io il Maestro? Ci diamo delle arie? Ohi, giovanotto .…….
TIRAPIEDI — Ma io ho assistito all’incidente.
MAESTRO — Che incidente?
TIRAPIEDI — Gli è caduto un muro in testa.
MAESTRO — Un muro?
TIRAPIEDI — Era il muro che doveva servire a tener dentro i polli, e invece…
MAESTRO — Ha sofferto molto?
TIRAPIEDI — Non credo. È stato tutto così all’improvviso.
MAESTRO — Dove l’hanno portato?
TIRAPIEDI — All’obitorio.
MAESTRO — Mi viene un’idea. Io sono uno specialista di obitori.
(compone un numero telefonico)
TIRAPIEDI — Lei è grande, maestro.
MAESTRO — Pronto, obitorio… mi passi il dottor Dinamo… Dottor Dinamo, c’è da lei un ospite molto rosso… In che posizione?… Orizzontale, credo…  Sì? ……. L’ha visto… Cosa dice, è molto brutto?… Ma no, ma no, è tutta questione di abitudine… Senta, noi abbiamo un problema… Tutti hanno problemi, sì… Però noi ne abbiamo uno molto grosso… Senta, dovremmo organizzare il funerale… Ma non un funerale qualsiasi, lei m’intende?… Un funerale con sorpresa…
TIRAPIEDI — Devo preparare la lista degli invitati?
MAESTRO — Sì, sì, prepari, prepari… No, non intendevo il caro estinto… Stavo parlando col mio collaboratore… Senta, Dinamo… Lei s’intende di elettricità, no?… Appunto… Ora, ha presente l’imbalsamatore?… Quello che lavora per il museo di storia naturale… Vicino al fabbricante di bare… Ecco, ora mi segua… Bisognerebbe fare un’imbalsamazione flessibile… Sì, flessibile… Che possa piegare gambe e braccia… No, non tanto… basta un po’… E poi… e poi entra in scena lei… Vedo che ha già capito… Sì, con un po’ di elettronica e un accumulatore… Lo facciamo muovere come se fosse vivo… Così all’improvviso si alza dalla bara e fa una bella sorpresa a tutti… Chi vuole che se ne accorga?… Malamente si muoveva anche da vivo… La faccia? Ma cadaverica l’ha sempre avuta… Ecco, bravo, una bella mummia meccanica… Domani vengo a vedere… Quanto ci vorrà?… Di tempo, voglio dire… Ah, bene, un paio di giorni… Per la spesa non si preoccupi… Paga il partito… Bene, bene… A presto, allora… Saluti in famiglia… Presenterò… Arrivederla… Ecco fatto.
TIRAPIEDI — Tutto a posto?
MAESTRO — Ancora no.
TIRAPIEDI — Cosa manca?
MAESTRO — Ci vuole il piano mimetico e la campagna pubblicitaria.
TIRAPIEDI — Che piano mimetico?
MAESTRO — Prima di tutto bisogna cambiare un po’ di nomi, di sigle e di simboli.
TIRAPIEDI — Perché?
MAESTRO — I polli devono credere che tutto sia cambiato.
TIRAPIEDI — Capito.
MAESTRO — Poi, per la pubblicità, bisogna trovare un capro espiatorio.
TIRAPIEDI — Cos’è un capro espiatorio?
MAESTRO — Qualcuno da odiare.
TIRAPIEDI — Ah.
MAESTRO — L’odio è una lente d’ingrandimento.
TIRAPIEDI — Per vedere cosa?
MAESTRO — Non serve a vedere.
TIRAPIEDI — E allora…
MAESTRO — Serve da specchio ustorio.
TIRAPIEDI — Che cosa?
MAESTRO — Concentra i raggi e brucia, cretino.
TIRAPIEDI — E chi dobbiamo bruciare?
MAESTRO — Qualcuno che distolga l’attenzione dal caro estinto.
TIRAPIEDI — Per esempio?
MAESTRO — Qualche antipatico non allineato che pretende di entrare in politica senza il nostro permesso.
TIRAPIEDI — A che scopo?
MAESTRO — Nessuno vedrà se lui ha qualche problema di movimento.
TIRAPIEDI — E poi?
MAESTRO — E poi la gente ci seguirà.
TIRAPIEDI — Dove le attacchiamo il cavo di rimorchio?
MAESTRO — Al naso.
TIRAPIEDI — Il punto più adatto. Lei è un genio, maestro.
MAESTRO — Niente paura. Situazione sotto controllo. Non è successo niente.
TIRAPIEDI — Tutto come prima?
MAESTRO — Certo.
TIRAPIEDI — Allora possiamo stare tranquilli?
MAESTRO — Tranquillissimi.
TIRAPIEDI — Le poltrone sono al sicuro?
MAESTRO — Sicurissime.
TIRAPIEDI — E il mio concorso?
MAESTRO — Niente paura, le dico.
TIRAPIEDI — Che sollievo.
MAESTRO — Plus ça change, plus c’est la même chose.
TIRAPIEDI — Perché parla tedesco?
MAESTRO — È sempre ben tenersi in esercizio.
TIRAPIEDI — E la rima?
MAESTRO — Col funeral, non fine, ma un inizio.
TIRAPIEDI — Lei è immenso, maestro.

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