I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Ridicularia (Pagina 45 di 52)

CAUTELE CLERICALI (Inno alla Chiesa postconciliare)

Valenti custodi di retta dottrina,

intenti a filare la lana caprina,

godete, godete dei vostri successi,

la lode del mondo non è per i fessi;

intenti a schivare qualunque contrasto

appena si tocca sensibile tasto;

col mondo d’accordo andate sicuri,

convinti che il mondo a lungo ancor duri;

hosanna a chi sa due padroni servire,

in basso il demonio vi sta ad applaudire.

5-Diabolus minas iactans copia

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COMMENTI POLITICAMENTE CORRETTI SU UNA DECAPITAZIONE

COMMENTI POLITICAMENTE CORRETTI SU UNA DECAPITAZIONE

Scena: una via dell’antica Roma intorno al 67 d.C., sotto il glorioso regno del Cesare Nerone.

Due aitanti ragazzi greci vanno a spasso tenendosi per mano e lanciandosi occhiate languide.

– Hai proprio voglia di vedere quello spettacolo?

– Ma certo.

– E perché?

– Perché è un lurido omofobo.

– Davvero?

– Ci ha sanguinosamente insultato.

– E come?

– Coi suoi discorsi di odio.

– Discorsi di odio?

– È un maniaco che invia lettere a destra e a manca.

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SITUAZIONE DISPERATA MA NON SERIA

Emilio Biagini

SITUAZIONE DISPERATA

MA NON SERIA:

DOVE VANNO I PAESI BASSI?

Da tempo ci guardano dall’alto in basso i superuomini delle razze elette, delle nazioni più “civili”, più “liberali”, di più “antica democrazia”, quelle che, secondo gli esterofili nostrani, imbevuti di prevenzioni laiciste contro le nostre radici cristiane, dovremmo sforzarci di imitare.

I Paesi Bassi, ad esempio, ci hanno dato lezioni, dalla loro televisione pubblica, che manda in onda trasmissioni nelle quali, con l’aiuto della sinistra nostrana, sempre pronta a fornire spunti di propaganda e di calunnia, si offende a ruota libera: nel 2002, ad esempio, la “tv pubblica olandese ha dedicato l’intera serata domenicale ad uno speciale sull’Italia. Un Paese guidato da un populista, imputato in numerosissimi processi (…). Un Paese in cui, non solo, è in pericolo la libertà di informazione, ma dove anche i lavoratori (…) potrebbero vedere limitati i loro diritti (…), un’Italia sull’orlo del precipizio.” (lettera al Giornale di italianiesterovirgilio.it, 19/3/2002). Da allora, come si può vedere, grazie agli attacchi concentrici della solita sinistra nostrana e dei soloni dei paesi di antica e ammirabile democrazia come i Paesi Bassi ed altri paesi più alti (o alticci), il populista non è più al governo, i lavoratori sono felici e l’Italia è salva dal precipizio.

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COME I NOSTRI EROI PORTARONO LA LIBERTA’

 

Esecuzione. Ruminando chewing-gum e salutati da mamme, figli, figlie, sorelle, fidanzate, amichetti e mignotte, partono i marines. Arrivano e sparano di qua e di là. Il despota “laico” fa una brutta fine, con un considerevole numero di danni collaterali (madri di famiglia, padri di famiglia, vecchi e bambini che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato, e via discorrendo), mentre delegati e tecnici del paese portatore di libertà giunti in massa nel Borboglistan, con relative consorti, figli, figlie, sorelle, fidanzate, amichetti e mignotte, spiegano alla tv borboglistanica i pregi della libertà, del controllo delle nascite, della liberazione della donna, dell’aborto libero e gratuito, del rispetto dell’ambiente e (soprattutto) dei “diversi”. I borboglistanici, alieni da relativismo e con poche idee ben fisse in testa, tirano fuori i kalashnikov e cominciano a sparare anche loro. Si costituisce un governo fantoccio che promette indiscussa collaborazione con gli occupanti. Stranamente, sia tra i borboglistanici che tra i “ragazzi”, si riscontra un improvviso aumento della mortalità. Viene deviato l’unico fiume del Borboglistan per alimentare le ricche piscine di tipo californiano del campo trincerato che ospita delegati e tecnici del paese portatore di libertà, con relative consorti, figli, figlie, sorelle, fidanzate, amichetti e mignotte. Le cose vanno per le lunghe, mentre la mortalità, stranamente, continua a salire. A casa, madri, sorelle, figli, figlie, fidanzate, amichetti e mignotte dei marines cominciano a dimostrare per il rientro dei “ragazzi”. Nell’interesse della pace, i nostri eroi vengono riportati in patria, tra il magno gaudio di consorti, figli, figlie, sorelle, fidanzate e (soprattutto) amichetti e mignotte. Fanno eccezione alcuni eroi tornati in sedia a rotelle o chiusi in eleganti scatole di legno artisticamente avvolte nella bandiera nazionale. Il governo fantoccio che aveva promesso indiscussa collaborazione con gli occupanti viene prontamente fatto saltare in aria e i “diversi” vengono lapidati o bruciati vivi in massa.

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LA BATTAGLIA NAVALE (continuazione)

LA BATTAGLIA NAVALE (continuazione)

Nel mare della Storia proseguiva la violenta battaglia navale. La potentissima nave ammiraglia bianca e gialla, con le misteriose chiavi dipinte sulle fiancate, era sempre sotto attacco dalle corazzate nemiche, che anzi aumentavano di numero e in potenza di fuoco. L’ammiraglia, tragicamente minata dal tradimento dei contrammiragli-Giuda e degli ufficiali-Caino era in difficoltà.

La sparuta flottiglia di barchette con piccolissimi equipaggi armati di pistole scacciacani e di fucilini a tappi, che si spacciava come difesa della Tradizione, si dava un gran da fare, come tutte le mosche cocchiere di questo mondo.

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LA BATTAGLIA NAVALE

Nel mare della Storia è in corso una violenta battaglia navale. Una potentissima nave ammiraglia bianca e gialla, con certe misteriose chiavi dipinte sulle fiancate, è attaccata da una grande flotta di corazzate nemiche. L’ammiraglia non avrebbe difficoltà a sbarazzarsi del nemico, sennonché è tragicamente minata dal tradimento: contrammiragli-Giuda e ufficiali-Caino fanno di tutto per impedire alla loro nave di difendersi, sabotandone le artiglierie e aprendo falle nella chiglia.

C’è pure una sparuta flottiglia di barchette con piccolissimi equipaggi che, armati di pistole scacciacani e di fucilini a tappi, tentano di sostenere l’ammiraglia. Gli intrepidi combattenti si ritengono impegnati nella difesa della Tradizione, in una disperata guerriglia contro l’agguerrita flotta nemica rigorosamente laicista. Il nemico, però, dall’alto delle sue navi, ride di loro, anche perché tutto quello che sanno fare è combattersi l’un l’altro.

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LA PERA DI DON BORTOLUZZI

 

Questa, secondo la visione bortoluzziana, sarebbe la forma del pianeta Terra dopo aver beccato una solennissima sberla da una gigantesca cometa. Probabilmente un impatto così potente avrebbe disintegrato del tutto il pianeta, ma non è questo il punto più divertente.

La parte veramente esilarante è la nascita della Luna, che si sarebbe formata dall’emissione di materiale dalla parte colpita dall’impatto. Con un’energia del genere i frammenti incandescenti sarebbero con ogni probabilità andati dispersi nello spazio, ma poco importa, il bello è che nel buco si sarebbe formato l’Oceano Pacifico, mentre per contraccolpo dall’altra parte sarebbe nato l’Atlantico.

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AFORISMI SULLA MORALE

AFORISMI SULLA MORALE

Chi sono io per giudicare? Quando avrò risolto il mio dilemma esistenziale, svegliatemi.

Chiamare le cose col proprio nome è un attentato alla repubblica (e anche a “La Repubblica”).

Stia attento chi ha l’abitudine di dire la verità: diventa sempre più facile finire in galera.

Tutti gli altri aforismi (erano cinque, come le città distrutte dal fuoco celeste in quel del Mar Morto, una delle quali era Sodoma) sono stati cancellati su consiglio dell’avvocato di famiglia, vista l’aria (sulfurea) che tira.

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L’ANGOLO DI ORAZIA

La nemesi. La rivoluzione francese tagliava la testa ai marchesi (forse non abbastanza). Il marchese a Genova taglia la testa ai lavoratori.

 Milano Marittima. Negli stand della Lega si offrono banane a prezzi di saldo, tanto la Kyenge non viene.

 

Saggezza antica. Il premier Renzi promette di abbassare le tasse? (ih!ih!ih!ih!ih!). Timeo Toscos et dona promittentes.

 

Ad Arenzano i condomini salvano due tassi precipitati in un’intercapedine e si tassano per farli curare. Ma se fossero state tasse il femminicidio sarebbe stato assicurato.

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DON ABBONDIO

Contravvenendo alla norma fin qui osservata di pubblicare sul nostro sito dei Trigotti esclusivamente  materiale originale, abbiamo deciso di includere, in via del tutto eccezionale, questa penetrante satira dell’amico e nostro Editore Giovanni Zenone, una satira che rispecchia purtroppo pienamente il livello della grande maggioranza dei prelati di Santa Romana Chiesa.

 

NOMINA EPISCOPALE DI DON ABBONDIO

di Giovanni Zenone

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   Riporto il comunicato ufficiale dell’illustrissimo signor Innominato: “Esprimiamo soddisfazione per la nomina episcopale di don Abbondio con la quale si onora la sua prudenza e il suo spirito di dialogo con le autorità civili e in particolare con l’amico e rispettabilissimo nobile don Rodrigo. Con questa nomina la Chiesa del dialogo dimostra tutta la sua carica profetica”.

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