I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

Tag: comunismo

MA PER CARITÀ, È TUTTO COMPLOTTISMO! IL REGIME CI AMA!

Cos’è il complottismo? Questa “insana” tendenza di spiriti inquieti a trovare sempre cattiverie dietro l’angolo?

Ve lo dico io cos’è. Il complottismo è la chiave della verità. Per negare l’esistenza di complotti bisogna partire dall’idea che l’umanità è buona, che l’uomo è intrinsecamente buono, che non medita mai di far danno al prossimo per ricavarne un proprio vantaggio. Oh no, l’umanità è buona, nessuno ti aggredirebbe mai, nessuno pensa minimamente di derubarti. Stai tranquillo, scaccia le paure irrazionali, lascia la porta sempre aperta perché tutti possano entrare a portarti ricchi premi e cotillon. Soprattutto sono modelli di bontà quelli che gestiscono il regime, coloro che hanno il potere, al quale sono sicuramente arrivati nel modo più leale e amichevole nei confronti dell’umanità.

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L’INFILTRAZIONE MASSONICA NELLA CHIESA

PRESTO RISOLTO

Emilio Biagini

Una stanza tipo ufficio. Scrivania, poltrona, telefono.

Personaggi:
Il MAESTRO;
il TIRAPIEDI.

TIRAPIEDI (entra con le braccia alzate in segno di estrema disperazione) — Maestro, maestro, una catastrofe.
MAESTRO — Che c’è?
TIRAPIEDI — È morto, è morto.
MAESTRO — Chi è morto?
TIRAPIEDI — Che disastro, è morto, è morto.
MAESTRO — Ma chi è morto, accidenti?
TIRAPIEDI — Il marxismo, maestro, è morto.
MAESTRO — Morto? Ma se due minuti fa stava benissimo.
TIRAPIEDI — Eppure è lungo stecchito.
MAESTRO — Ma se la teoria della transizione funzionava così bene.
TIRAPIEDI — Lo so, però all’improvviso la transizione è andata storta.
MAESTRO — Vuol dire che invece di transìre dal capitalismo al socialismo …….
TIRAPIEDI — Abbiamo transìto alla rovescia, dannazione.
MAESTRO (facendo l’atto di tirare il collo a qualcuno) — Ci dev’essere un traditore. Bisogna scovarlo.
TIRAPIEDI (torcendosi le mani) — Proprio ora che avevo il concorso. A chi la daranno la mia poltrona, adesso?
(squilla il telefono)
MAESTRO — Pronto. Ah, è lei, Eminenza.
TIRAPIEDI — Chi è?
MAESTRO — È l’Eminenza.
TIRAPIEDI — Ah …….
MAESTRO — Si, ho sentito, Eminenza… Me l’hanno appena comunicato, Eminenza ……. Chi penserà adesso ai poveri, Eminenza?… Mah? Anche noi siamo preoccupati, Eminenza… Grazie della telefonata, Eminenza… Lei è molto buono, Eminenza… Grazie, Eminenza… La sua solidarietà ci rinfranca, Eminenza… (depone la cornetta) Era l’Eminenza… l’Arci-Vescovo, il Vescovo dell’Arci.
TIRAPIEDI — E adesso?
MAESTRO — Bisognerebbe avere notizie più precise.
TIRAPIEDI — Io so tutto.
MAESTRO — Cosa ne vuol sapere? Non sono io il Maestro? Ci diamo delle arie? Ohi, giovanotto .…….
TIRAPIEDI — Ma io ho assistito all’incidente.
MAESTRO — Che incidente?
TIRAPIEDI — Gli è caduto un muro in testa.
MAESTRO — Un muro?
TIRAPIEDI — Era il muro che doveva servire a tener dentro i polli, e invece…
MAESTRO — Ha sofferto molto?
TIRAPIEDI — Non credo. È stato tutto così all’improvviso.
MAESTRO — Dove l’hanno portato?
TIRAPIEDI — All’obitorio.
MAESTRO — Mi viene un’idea. Io sono uno specialista di obitori.
(compone un numero telefonico)
TIRAPIEDI — Lei è grande, maestro.
MAESTRO — Pronto, obitorio… mi passi il dottor Dinamo… Dottor Dinamo, c’è da lei un ospite molto rosso… In che posizione?… Orizzontale, credo…  Sì? ……. L’ha visto… Cosa dice, è molto brutto?… Ma no, ma no, è tutta questione di abitudine… Senta, noi abbiamo un problema… Tutti hanno problemi, sì… Però noi ne abbiamo uno molto grosso… Senta, dovremmo organizzare il funerale… Ma non un funerale qualsiasi, lei m’intende?… Un funerale con sorpresa…
TIRAPIEDI — Devo preparare la lista degli invitati?
MAESTRO — Sì, sì, prepari, prepari… No, non intendevo il caro estinto… Stavo parlando col mio collaboratore… Senta, Dinamo… Lei s’intende di elettricità, no?… Appunto… Ora, ha presente l’imbalsamatore?… Quello che lavora per il museo di storia naturale… Vicino al fabbricante di bare… Ecco, ora mi segua… Bisognerebbe fare un’imbalsamazione flessibile… Sì, flessibile… Che possa piegare gambe e braccia… No, non tanto… basta un po’… E poi… e poi entra in scena lei… Vedo che ha già capito… Sì, con un po’ di elettronica e un accumulatore… Lo facciamo muovere come se fosse vivo… Così all’improvviso si alza dalla bara e fa una bella sorpresa a tutti… Chi vuole che se ne accorga?… Malamente si muoveva anche da vivo… La faccia? Ma cadaverica l’ha sempre avuta… Ecco, bravo, una bella mummia meccanica… Domani vengo a vedere… Quanto ci vorrà?… Di tempo, voglio dire… Ah, bene, un paio di giorni… Per la spesa non si preoccupi… Paga il partito… Bene, bene… A presto, allora… Saluti in famiglia… Presenterò… Arrivederla… Ecco fatto.
TIRAPIEDI — Tutto a posto?
MAESTRO — Ancora no.
TIRAPIEDI — Cosa manca?
MAESTRO — Ci vuole il piano mimetico e la campagna pubblicitaria.
TIRAPIEDI — Che piano mimetico?
MAESTRO — Prima di tutto bisogna cambiare un po’ di nomi, di sigle e di simboli.
TIRAPIEDI — Perché?
MAESTRO — I polli devono credere che tutto sia cambiato.
TIRAPIEDI — Capito.
MAESTRO — Poi, per la pubblicità, bisogna trovare un capro espiatorio.
TIRAPIEDI — Cos’è un capro espiatorio?
MAESTRO — Qualcuno da odiare.
TIRAPIEDI — Ah.
MAESTRO — L’odio è una lente d’ingrandimento.
TIRAPIEDI — Per vedere cosa?
MAESTRO — Non serve a vedere.
TIRAPIEDI — E allora…
MAESTRO — Serve da specchio ustorio.
TIRAPIEDI — Che cosa?
MAESTRO — Concentra i raggi e brucia, cretino.
TIRAPIEDI — E chi dobbiamo bruciare?
MAESTRO — Qualcuno che distolga l’attenzione dal caro estinto.
TIRAPIEDI — Per esempio?
MAESTRO — Qualche antipatico non allineato che pretende di entrare in politica senza il nostro permesso.
TIRAPIEDI — A che scopo?
MAESTRO — Nessuno vedrà se lui ha qualche problema di movimento.
TIRAPIEDI — E poi?
MAESTRO — E poi la gente ci seguirà.
TIRAPIEDI — Dove le attacchiamo il cavo di rimorchio?
MAESTRO — Al naso.
TIRAPIEDI — Il punto più adatto. Lei è un genio, maestro.
MAESTRO — Niente paura. Situazione sotto controllo. Non è successo niente.
TIRAPIEDI — Tutto come prima?
MAESTRO — Certo.
TIRAPIEDI — Allora possiamo stare tranquilli?
MAESTRO — Tranquillissimi.
TIRAPIEDI — Le poltrone sono al sicuro?
MAESTRO — Sicurissime.
TIRAPIEDI — E il mio concorso?
MAESTRO — Niente paura, le dico.
TIRAPIEDI — Che sollievo.
MAESTRO — Plus ça change, plus c’est la même chose.
TIRAPIEDI — Perché parla tedesco?
MAESTRO — È sempre ben tenersi in esercizio.
TIRAPIEDI — E la rima?
MAESTRO — Col funeral, non fine, ma un inizio.
TIRAPIEDI — Lei è immenso, maestro.

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MARTIRIZZATI E CENSURATI

Cardinale-Kung-Pin-mei

MARTIRIZZATI

DAI COMUNISTI

CENSURATI

DA QUELLI COL BUCO

AL POSTO DELLA FACCIA

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LA MARCIA DEGLI ZERI (reloaded)

LA MARCIA DEGLI ZERI

Tanti piccoli omettini,

guarda quanto son carini,

tutti uguali, omologati,

ed alquanto stralunati:

è la marcia degli zeri,

quasi non mi sembran veri,

è la marcia dei pinocchi,

tutti legno e tutti sciocchi,

politikamentkorretti,

marcian tutti, poveretti,

marcian tutti verso il nulla,

destinati dalla culla.

Zero, zero e ancora zero,

dan per somma sempre zero.

EMILIO BIAGINI

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ARCANGELI CADUTI E UNIVERSITA’ INTOLLERANTE reloaded

ARCANGELI DEL CIELO,

PROTEGGETECI DAGLI ARCANGELI CADUTI

Un po’ di tempo fa il Professor Emilio Biagini, forse perché reo di lesa maestà verso i talebani del politicamente corretto, fu attaccato in tutti i modi da giornalucoli e radiucce locali della Sardegna.

Chissà chi aveva dato loro i numeri di telefono riservati del Professor Biagini, insieme a un dossier di frasi “contestate” tratte da un libro di testo?

(Ma chi è costui? Non so, forse il Duce.)

Il dossier era evidentemente compilato da gente che non aveva capito niente, non era capace di capire e non voleva capire, dato che si era avventurata a pontificare su argomenti al di fuori della propria competenza (ammesso che avesse qualche competenza, a parte un’isterica adesione al relativismo, al nichilismo, e alla cultura della morte).

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SERBATOIO IN RISERVA

“Ah, come mi dà fastidio questa luce rossa che mi lampeggia davanti. Diventa sempre più molesta. Non ne posso più…” si lamentava l’uomo.

“Va dal medico e senti cosa ti dice”, lo consigliava la moglie.

“Ma no, ma no, quello è un fascista: mi è antipatico, non me ne fido per niente.”

Tre giorni dopo però la luce rossa lampeggiante era diventata così insopportabile che l’uomo si decise infine a consultare il medico, che diede questo responso:

“Vede, è semplicissimo. Lei deve attingere due bicchieri di acqua di fogna e berli. Vedrà che il suo disturbo passerà.”

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ARCANGELI CADUTI E UNIVERSITA’ INTOLLERANTE

ARCANGELI DEL CIELO,
PROTEGGETECI DAGLI ARCANGELI CADUTI

Un po’ di tempo fa, chissà perché, il Professor Biagini fu attaccato in tutti i modi da giornalucoli e radiucce locali della Sardegna.

Chissà chi aveva dato loro i numeri di telefono riservati del Professor Biagini, insieme a un dossier di frasi “contestate” tratte da un libro di testo?

(Ma chi è costui? Non so, credo che sia il Duce.)

Il dossier era evidentemente compilato da gente che non aveva capito niente, non era capace di capire e non voleva capire, dato che si era avventurata a pontificare su argomenti al di fuori della propria competenza (ammesso che avesse qualche competenza, a parte un’isterica adesione al relativismo al nichilismo, e alla cultura della morte).

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