I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

Tag: laicismo (Pagina 3 di 4)

INTERROGAZIONE DI SCIENZE NATURALI

“Ordunque, quali vantaggi offre la teoria dell’evoluzionismo?”

“Permette ai biologi di affermare di possedere una teoria unificatrice che abbracci tutta la biologia e quindi ne aumenti il prestigio scientifico, permette di giustificare l’ambientalismo, la teoria dei generi, l’aborto, l’eutanasia, permette di togliere credibilità alla Bibbia, giustifica la competizione per l’esistenza e la guerra, puntella l’idea di superiorità delle nazioni anglosassoni su tutte le altre…”

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IL DECANO DELLA SCIENZA RELATIVA

In una lunga serie di successivi concorsi di pari imparzialità ed onestà, aveva messo in cattedra numerose copie relativiste di se stesso, in modo che la sacra fiaccola del relativismo politicamente corretto continuasse ad ardere sotto il sedere di chi accedeva ai sacri precinti dell’italica accademia, e in particolare in un insulare e periferico ateneo il cui nome non vale la pena di ricordare.

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MATRIGNA NATURA

MATRIGNA NATURA

Il piagnisteo ambientalista politicamente corretto cerca di persuaderci che “madre Natura” è fragile, che siamo troppi, che ne siamo gli ingrati e scriteriati padroni, che la stiamo distruggendo, e via piagnucolando e accusando, sempre col dito puntato. La realtà è ben diversa. La natura potrebbe spazzarci via come un nonnulla, e di certo prima o poi lo farà, se prima non ci massacreremo fra noi da soli. Gli ambientalisti la presentano col mite volto un po’ assonnato del povero panda minacciato di estinzione, dimenticando che la natura spietata ha distrutto milioni di specie.

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ALTRO CHE MADRE NATURA

MATRIGNA NATURA

Il piagnisteo ambientalista politicamente corretto cerca di persuaderci che “madre Natura” è fragile, che siamo troppi, che ne siamo gli ingrati e scriteriati padroni, che la stiamo distruggendo, e via piagnucolando e accusando, sempre col dito puntato. La realtà è ben diversa. La natura potrebbe spazzarci via come un nonnulla, e di certo prima o poi lo farà, se prima non ci massacreremo fra noi da soli. Gli ambientalisti la presentano col mite volto un po’ assonnato del povero panda minacciato di estinzione, dimenticando che la natura spietata ha distrutto milioni di specie.

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PICCOLA SOMMESSA RIFLESSIONE n.7

IL CRIMINE COVID DEGLI

USURAI SADICI ASSASSINI

7

CONCLUSIONE

Quanto detto finora a proposito del crimine Covid manca ancora di una parola chiave che rende più comprensibile il tutto, ma che non viene affatto considerata nella nostra epoca scientista, nel nostro tempo così impregnato di una assurda fede cieca nella scienza, una fede che bandisce seri ragionamenti sulle cose dello spirito. Questa parola chiave è: Satana.

Il diavolo opera meglio se non si crede alla sua esistenza, e tanto più per questo è indispensabile smascherare la sua incessante opera che mira solo alla nostra distruzione spirituale, e anche fisica. Se si considera attentamente tutta la vicenda Covid, vi si scopre un piano satanico reso possibile da una neochiesa deragliata ed eretica, infiltrata ai più alti livelli da giuda massonici intenti a distruggerla dall’interno; una simile pseudo-chiesa non guida il gregge e non dà alcun conforto; i suoi abusivi dignitari osano venerare pubblicamente demoni amazzonici, osano pronunciare eresie e sconcezze d’ogni genere, osano affermare che il principale problema dell’umanità sarebbe quello “ambientale”, non il peccato, non l’inferno, non il rischio di dannazione.

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COME LA MASSONERIA HA INGABBIATO L’ITALIA reloaded

È interessante, nell’ambito dell’indispensabile revisione storica sul “risorgimento”,  considerare l’insieme del volume “La liberazione dell’Italia nell’opera della massoneria” (Mola 1990), che contiene il controverso articolo di Giulio Di Vita sul finanziamento della cosiddetta “impresa dei mille”. Sgorgano da questo volume fiumi di ipocrisia che male nascondono le reali intenzioni massoniche. Alcuni esempi fra i tanti, trovati negli articoli che compongono il suddetto volume.

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IL DISCEPOLO NON È DA PIÙ DEL MAESTRO

UBIQUITÀ DELLA PERSECUZIONE
“Il discepolo non è da più del maestro, né il servo da più del suo padrone”. Queste parole di Cristo, riportate dal Vangelo di San Matteo (10, 24) ammoniscono il cristiano a non aspettarsi di essere ben accetto al mondo: come il mondo ha crocifisso il Maestro così farà di tutto per offendere, calunniare, ferire e uccidere i discepoli. La persecuzione è connaturata al Cristianesimo e indica che siamo nel giusto, perché la verità suscita fastidio e opposizione.

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COME LA MASSONERIA HA INGABBIATO L’ITALIA

È interessante, nell’ambito dell’indispensabile revisione storica sul “risorgimento”,  considerare l’insieme del volume “La liberazione dell’Italia nell’opera della massoneria” (Mola 1990), che contiene il controverso articolo di Giulio Di Vita sul finanziamento della cosiddetta “impresa dei mille”. Sgorgano da questo volume fiumi di ipocrisia che male nascondono le reali intenzioni massoniche. Alcuni esempi fra i tanti, trovati negli articoli che compongono il suddetto volume.

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PERSECUZIONI ANTICATTOLICHE – reloaded

Emilio Biagini

IL DISCEPOLO NON È DA PIÙ DEL MAESTRO

UBIQUITÀ DELLA PERSECUZIONE
“Il discepolo non è da più del maestro, né il servo da più del suo padrone”. Queste parole di Cristo, riportate dal Vangelo di San Matteo (10, 24) ammoniscono il cristiano a non aspettarsi di essere ben accetto al mondo: come il mondo ha crocifisso il Maestro così farà di tutto per offendere, calunniare, ferire e uccidere i discepoli. La persecuzione è connaturata al Cristianesimo e indica che siamo nel giusto, perché la verità suscita fastidio e opposizione.

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IL DUECENTOCINQUANTESIMO ANNIVERSARIO – reloaded

Nel novembre 2058, in occasione dell’apertura delle celebrazioni del duecentocinquantesimo anniversario della nascita del grandissimo naturalista Charles Darwin, che ricorreva l’anno seguente, gli organizzatori del prestigioso Festival della Scienza di Mezastrassa avevano invitato a tenere la prolusione di apertura il celebre scienziato Charles D. Monkey dell’università di Rubbish Heap.
Mentre si recava all’auditorium nel quale doveva svolgere la sua dotta prolusione, il paladino di Darwin, comodamente accoccolato sul sedile posteriore della limousine, teneva nella mano numero uno un bicchiere di eccellente whisky, con la numero due reggeva un ottimo sigaro acceso, con la terza e la quarta scriveva al computer, dando gli ultimi tocchi alla sua dotta conferenza.

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