I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Humanae litterae (Pagina 22 di 36)

POESIA GENOVESE NEL SEICENTO – GIAN GIACOMO CAVALLI – LA VITA

LA POESIA GENOVESE NEL SEICENTO

GIANGIACOMO CAVALLI

LA VITA

Il titolo di “poeta genovese”, del quale nel secolo precedente era andato orgoglioso Paolo Foglietta, passò nel secolo XVII a Gian Giacomo Cavallo o Cavalli. Non si sa quando né da chi il cognome sia stato cambiato. Neppure della sua famiglia e dell’educazione ricevuta si hanno notizie, ma la sua opera dà l’impressione che fosse di famiglia abbastanza elevata e avesse ricevuto un’ottima istruzione. Di lui poi, e della sua vita, ci restano così scarse notizie che non è possibile stabilire con esattezza neppure il tempo e il luogo della nascita: il Chiabrera, poeta savonese, che gli era amico, disse che era genovese.

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LA POESIA GENOVESE NEL SEICENTO-INTRODUZIONE

LA POESIA DIALETTALE GENOVESE NEL SEICENTO

INTRODUZIONE

Il primo documento della poesia genovese risale al secolo XIII: è il contrasto bilingue del trovatore provenzale Rambaldo di Vaqueiras, nel quale lo straniero tenta di sedurre una dama genovese che lo respinge e minaccia di informare il marito, il quale non mancherà di sistemare a dovere l’insidiatore di sua moglie. Prosegue con l’Anonimo Genovese (secc. XIII-XIV); si afferma nel XVI secolo con Paolo Foglietta (1520-1596), il primo che ebbe l’onore di essere salutato dai suoi concittadini col titolo di “poeta zeneize”.

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UN AMORE NELLA BUFERA

SOLFANELLI M. (2014) Un amore nella bufera, Chieti, Tabula Fati, 2a ed.

Questo realistico racconto narra, con stile asciutto ed efficace, una struggente storia d’amore sbocciata nella tempesta della guerra, ed apre uno spiraglio sulla vita dei giovanissimi che combatterono dalla parte “sbagliata”, quella degli sconfitti in una feroce guerra ideologica, alla fine della quale ci venne ordinato di credere che i vincitori avevano tutte le virtù e gli sconfitti tutte le magagne.

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GODI, INGHILTERRA, POICHE’ SEI SI’ GRANDE CHE PER MARE E PER TERRA BATTI L’ALI E PER L’INFERNO IL NOME TUO SI SPANDE

Nella sagra degli orrori abortisti ed eutanasici, la “culla della democrazia”, ripeto: la “culla della democrazia”, si distingue da autentica prima della classe.

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IL CIELO IN UNA STANZA: UNA BIOGRAFIA DI MARIA VALTORTA

Ecco una documentata biografia della grande veggente (ZUCCHINI don E., Il cielo in una stanza, Verona, Fede & Cultura, 2019), purtroppo sotto un titolo particolarmente infelice, anzitutto perché inflazionato, e poi perché, essendo il titolo di una canzone sottilmente erotica, fa pensare a tutt’altro.

Si deve riconoscere a don Zucchini il lodevole sforzo di far conoscere la grande veggente, sfidando l’ostracismo che i suoi colleghi e confratelli hanno decretato, senza motivo, a Maria Valtorta, e del quale non hanno mai fatto ammenda.

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GENOVESE MEDIEVALE E LINGUE GERMANICHE

SOMIGLIANZE E CONTATTI

FRA IL GENOVESE MEDIEVALE E LE LINGUE GERMANICHE

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NON PRAEVALEBUNT

CORAGGIO SILVANA, NON PRAEVALEBUNT.

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IL NUMERO DELLA BESTIA

“Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero  d’uomo; e il suo numero è 666.”

(Apocalisse 13:16-18).

     Codice ASCII

     (American Standard Code for Information Interchange)

Codice standard adottato nel 1968

(anno d’inizio della 4a ondata della grande rivoluzione diabolica

dopo la falsa Riforma, la rivoluzione francese e quella comunista).

Il codice ASCII viene usato da tutti i computer del mondo.

Comprende ogni simbolo, incluse le lettere dell’alfabeto.

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PICCOLA MEDITAZIONE SULLA GRANDEZZA E LA POTENZA DELL’UOMO

Di che vi inorgoglite, voi che credete di dominare il mondo e non potete creare neppure un filo d’erba? Voi che sfidate il Creatore e adorate idoli? Voi che oggi vi pavoneggiate e domani sarete un pugno di cenere?

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WHICH FOREIGN COUNTRY WOULD YOU LIKE TO VISIT?

WHICH FOREIGN COUNTRY WOULD YOU LIKE TO VISIT?

A DIALOGUE BETWEEN TWO ITALIAN FRIENDS

Tell me, Fulgenzio, you did once go so often to Britain, why you’re going there no longer?

You see, Terenzio, my English friends told me with great satisfaction that their beloved son had “happily crowned his love dream” with a male friend, and their darling daughter had gone to live in sapphic fashion with a girl friend; and I kept silence because I knew they would not understand my disgust for such behaviour. They would have thought I was only hankering after God knows what obsolete moral prejudices. They are sunk into such a morass of relativism that “good” and “evil” are for them but meaningless words; they are unable to understand that moral laws are for all times and all peoples, because God gave them, they are engraved into every human heart, and no man can change them. Then I read about the indiscriminate hospitality of the London government to islamic terrorists, while the same government rejects Catholic refugee nuns from Syria. I also read that muslim men systematically attack and rape English women and the press is being ordered to understate such news as much as possible: what a splendid exhibition of justice and courage! The absurd claim that islamic immigration could coexist with secularized morals, i.e. with feminism, homosexualism, relativism, atheism, environmentalism etc. begins to show its irreducible contradiction. Finally, British doctors have begun, in pure Nazi fashion, to kill sick babies they were unable to cure, and they got “moral” support from the local clergy. At that point I decided that, if I had to visit a foreign country, it was far better for me to go to Russia.

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