POESIA GENOVESE NEL SEICENTO
GIULIANO ROSSI
Contemporaneo al Cavalli, ma molto diverso da lui, fu Giuliano Rossi, nato, non si sa quando, a Sestri Ponente, dove passò tutta o quasi tutta la sua vita. Si compiaceva di nascondersi sotto lo pseudonimo burlesco di Todaro Conchetta. Tra gli antichi lo ricorda l’abate Spotorno che della sua opera gli consacra non più di tre righe e Raffaele Soprani che ripete le scarse notizie dello Spotorno aggiungendo per conto suo che “hebbe molto familiari le Muse e tra coloro ai quali riuscì di ben poetare nella genovese favella fu egli senza dubbio il più gratioso, il più facile, il più gradito”. Le poesie del Rossi non furono pubblicate, ma raccolte in numerose copie manoscritte, e custodite nelle biblioteche. I manoscritti sono attualmente conservati, digitalizzati, nella Società Ligure di Storia Patria come “Poesie in Lengua Zeneise dro Signor Giurian Rosso”.







