I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Humanae litterae (Pagina 3 di 15)

BUON SENSO

BUON SENSO

 

Non di rado gli studenti dimostrano più buon senso dei professori. Nel mio testo Ambiente, conflitto e sviluppo (che si trova ampiamente recensito in questo stesso sito internet, sezioni “Saggistica” e “Humanae Litterae”) avevo riportato alcune frasi di Turco (non in lingua turca, ma scritte da un certo Angelo Turco, le cui opere sono recensite nell’articolo Pensiero debole per menti deboli in questo stesso blog, sezione “Saggistica”).

 

 

 

Di fronte alle parole turchesche i miei studenti mi domandarono spaventati: “Ma professore, dobbiamo proprio studiare questa roba?”

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L’INSEGNAMENTO DI SAN PAOLO

Eterno insegnamento di San Paolo, Parola di Dio.

Romani 1, 26-27 – Per questo Dio li ha abbandonati a delle turpi passioni. Le loro donne infatti hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; e gli uomini pure, abbandonato l’uso naturale della donna, si sono accesi di perversi desideri gli uni per gli altri, commettendo turpitudini maschi con maschi, ricevendo in se stessi la mercede meritata dal loro pervertimento.

1 Corinti 6, 9-10 – Attenti a non illudervi: né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti o pederasti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapitori saranno eredi del regno di Dio.

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EVANGELO VALTORTIANO E SCIENZE NATURALI – Parte 3a

Emilio Biagini

 

L’EVANGELO VALTORTIANO

E LE SCIENZE NATURALI

 

Parte 3a

Biologia

1. Flora

Le descrizioni valtortiane della flora sono sempre perfettamente coerenti con le condizioni di salsedine, di maggiore o minore umidità, e con le fasce floristiche altitudinali. Esemplare la descrizione della vegetazione alofila e degli effetti desertificanti della salsedine fatta da Gesù (Cap. 80.7) il quale, naturalmente onnisciente, spiega il fenomeno ai discepoli Simone, Giovanni e Giuda di Keriot: si tratta dell’infiltrazione di sale dal Mar Morto che rende sterile la zona. Risalta la meravigliosa umanità di Gesù, il quale non esita ad insegnare ai discepoli anche le scienze naturali: la figura del Redentore acquista così un commovente rilievo umano che non appare negli stringatissimi Vangeli canonici.

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EVANGELO VALTORTIANO E SCIENZE NATURALI – Parte 2a

Emilio Biagini

 

L’EVANGELO VALTORTIANO

E LE SCIENZE NATURALI

 

Parte 2a

Geomorfologia e geografia

Di grande interesse geografico l’analisi delle piogge compiuta dal De Caro (2018), da cui risulta la perfetta concordanza delle osservazioni valtortiane ne L’Evangelo con i dati forniti dal Servizio Meteorologico Israeliano. In entrambi i casi si osserva la caratteristica curva a campana con il massimo delle precipitazioni tra dicembre e febbraio, conforme alle condizioni del clima mediterraneo.

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EVANGELO VALTORTIANO E SCIENZE NATURALI – Parte 1a

Emilio Biagini

 

L’EVANGELO VALTORTIANO

E LE SCIENZE NATURALI

 

Parte 1a

Geologia

L’Evangelo come mi è stato rivelato è un libro di sterminata ricchezza e d’incredibile complessità, che contiene innumerevoli profondissime conoscenze umanamente inaccessibili alla Valtorta. Sebbene sia scritto in maniera piana e facile da intendere, tale da recare conforto alle anime semplici, una comprensione veramente completa di esso richiede contributi di innumerevoli specialisti nelle più svariate discipline. Le notazioni accuratissime della Valtorta sono dovute alle raccomandazioni del Divino Maestro che la esortava ad osservare tutto con la massima attenzione. Ubbidiente come sempre, lei faceva come le era stato detto, sebbene quei particolari non la interessassero. Ma, come sempre, il Divino Maestro aveva ragione: le osservazioni dettagliate dovevano provare l’autenticità delle visioni, almeno per coloro che non chiudono gli occhi rifiutando di vedere.

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I BIAGINI: UN CASO LETTERARIO

FACENDO FORZA ALLA NOSTRA NATURALE MODESTIA,

ANDIAMO A PRESENTARE AI NOSTRI 23 LETTORI E MEZZO:

I BIAGINI:

UN CASO LETTERARIO

 

Non è certo frequente trovare una coppia di sposi tutti e due scrittori ed entrambi impegnati sul fronte della letteratura cattolica, non senza una mordente vena satirica.

Eccoci:

 

Non è certo frequente trovare una coppia di sposi tutti e due scrittori ed entrambi impegnati sul fronte della letteratura cattolica, non senza una mordente vena satirica.

Emilio Biagini, nato a Genova, è stato professore ordinario di Geografia all’università di Cagliari. Prima di approdare alla cattedra universitaria e per ingannare il tempo, mentre scaldava i banchi all’università di Genova, ha preso tre lauree (Scienze naturali, Scienze biologiche e Geografia), imparato sei lingue straniere (inglese, tedesco, nederlandese, afrikaans, russo e, senza sua colpa, francese) e vinto sei borse di studio all’estero, fra cui la Fulbright-Hays negli USA. Ma la sua principale vocazione non è mai stata quella del professore universitario. Ciò che gli interessa davvero è fare lo scrittore. Ha pubblicato quattro romanzi (La luce, Genova, 2006; Labirinto oscuro, Roma, 2008; La nuova terra, Verona, 2011; La pioggia di fuoco, Verona, 2012, quest’ultimo insieme alla moglie Maria Antonietta), due volumi di racconti (L’uomo in ascolto, Milano, 2008; Montallegro ed altri racconti, Verona, 2013) e quattro volumi di pièces teatrali satiriche (Saccenti ed altri serpenti, Genova, 2008; Il seme sepolto, Verona, 2009; Satire clericali, Verona, 2014, Gaia: il pianeta sull’orlo di un crisi di nervi, Chieti, 2016) questi due ultimi insieme alla moglie Maria Antonietta). Insieme alla moglie, ha pubblicato il provocatorio testo di storia per ragazzi Le brutte storie, Verona, 2017, che racconta le vicende moderne come si sono davvero svolte non come le raccontano i vincitori e i loro lacché politicamente corretti. Ha ricevuto, nel 2012, il premio letterario “Fede e Cultura” per la narrativa cattolica, e nel 2016 (insieme alla moglie Maria Antonietta) il Premio Putiferio per la Satira, e nel 2017 il premio nazionale “Raccontami la storia” per racconti storici inediti col racconto “I due cecchini”.

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POVERA AGATHA CHRISTIE REINTERPRETATA DA UNA SOCIETA’ ISTERICA

Tenebre che regnano in più di un senso, non solo perché lo schermo è buio e l’azione si svolge per lo più nella più impenetrabile oscurità, ma perché l’intera vicenda è immersa in una tenebra morale assolutamente satanica. Nel 1957 si contrapponevano il bene e il male, nel 2016 rimane solo il male, non vi è più un solo personaggio positivo; il male resta impunito e trionfa, e si permette pure di fare la morale, incolpando la “società”, mentre una innocente finisce sulla forca e l’avvocato che si è disperatamente battuto per l’accusato credendolo innocente, finisce suicida perché la moglie gli ha detto che non lo ama più. Per giunta, il suicidio del disgraziato viene banalizzato: egli si addentra camminando nel mare, diventa sempre più piccolo fino a ridursi ad un puntino che si confonde nel paesaggio. Naturale: l’anima non esiste e il corpo si dissolve nel nulla di una natura indifferente.

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SESTO FESTIVAL NAZIONALE DI FEDE & CULTURA – ALCUNE IMMAGINI

SESTO FESTIVAL NAZIONALE DI FEDE & CULTURA

VERONA, 15 ottobre 2017

Organizzato dall’editore di Fede & Cultura Prof. Giovanni Zenone.

Relazioni e interventi interessantissimi, del Prof. Ettore Gotti Tedeschi, della Dott.ssa Silvana De Mari, del Prof. Franco Agnoli, del Prof. Stefano Fontana, dell’eurodeputato Lorenzo Fontana, di Mons. Gino Oliosi, della Prof.ssa Maria Bianca Graziosi e dello stesso Prof. Giovanni Zenone.

ALCUNE IMMAGINI

Verona 4

Verona 3

Verona 2

Verona 1

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FALSA CHIESA?

FALSA CHIESA?

Falsa Chiesa

Fonte: bergoglionate.tumbler.com

Contrariamente alle nostre abitudini di offrire solo materiale originale, questa volta abbiamo deciso di inserire un documento altrui, del quale doverosamente citiamo la fonte.

E’ con enorme rincrescimento che ci tocca constatare l’aderenza delle profezie della Beata Emmerick qui ricordate all’attuale tragica realtà della Chiesa.

Le profezie della Beata Emmerick sono confermate da non pochi altri veggenti, fra cui Don Bosco e Maria Valtorta.

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IL MISTERO DELL’INCREDULITA’

IL MISTERO DELL’INCREDULITÀ

 

Il mistero dell’incredulità è parte non piccola del mistero dell’iniquità. Non si crede in Dio perché non fa comodo.

La rivelazione del Divino Maestro alla Valtorta non fa comodo, perché urta con certe derive postconciliari ipertradizionaliste, le quali credono di difendere quello che essi pensano sia la “tradizione”, e in questo modo respingono preziose grazie e aiuti dal Cielo, cercando di imporre silenzio a Chi cerca di soccorrerci nel disastro. “State perendo”, dice il Divino Maestro a Maria Valtorta. Se le cose andassero bene, cioè se le anime si salvassero, non ci sarebbe bisogno di aiuti speciali come Medjugorje, Santa Faustina Kowalska e la devozione al Divino Amore, e come la stessa Maria Valtorta.

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