STRALCIO DAL ROMANZO “LA NUOVA TERRA”
DI EMILIO BIAGINI

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Prologo
1
Le trafitture venivano a ondate, sempre più frequenti e profonde, dal ventre gonfio della donna che si muoveva con disperata lentezza, come un animale ferito. Eppure la legna doveva portarla fino alla cucina, altrimenti la padrona l’avrebbe battuta di nuovo.
La padrona era molto più vecchia di lei e sformata dalle continue gravidanze, e non amava certo che il marito trascorresse le notti con la schiava. E poi la casa era già piena di bambini o, come diceva il predikant girovago, “benedetta da abbondante prole”. Perché aumentare ancora il numero degli hotnot? Ce n’erano già a sufficienza per tagliare la legna e trasportare l’acqua. Questo diceva la padrona, questo ripeteva sempre la padrona alle amiche delle fattorie vicine, la Visser, la Schoeman e la van der Merwe, sempre le stesse amiche, sempre le stesse parole. Per raggiungere le altre fattorie occorreva un viaggio di alcuni giorni sul carro trainato da buoi, e si finiva per andarci assai di rado. Le poche idee non circolavano molto velocemente.










