I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Humanae litterae (Pagina 31 di 36)

PARLIAMO UN PO’ DI… SCIENTISMO

PARLIAMO UN PO’ DI…

SCIENTISMO

 

Il grande filosofo Karl Popper (autore di The logic of scientific discovery, London, Oxford University Press, 1968), emigrato in Gran Bretagna, per sottrarsi alla dittatura nazista, e divenuto professore all’università di Oxford, era il maggior specialista di epistemologia (filosofia della scienza) vissuto nel Novecento. A lui dobbiamo la demolizione più efficace e incontrovertibile dello scientismo, la cui proposizione basilare stessa è miseramente contraddittoria: infatti non è possibile dimostrare scientificamente che la scienza sia l’unica fonte di conoscenza, per cui tale proposizione non è scientifica.

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PARLIAMO UN PO’ DI… CONSERVAZIONE DELLA MASSA

 

I centri di potere massonico, economico e culturale, le sontuose logge inglesi e americane, Wall Street e la Royal Society sono per la Fede una minaccia assai più grave di quanto il Cremlino sia mai stato. Molti prelati e chierici cattolici sono stati ottimi allievi e propagandisti del Cremlino, moltissimi altri del laicismo massonico.

Nascostamente già prima del Concilio Vaticano II e in modo sempre più svergognato nel postconcilio, si è assistito alla svalutazione dei miracoli, all’eretico disconoscimento dell’onnipotenza divina. Oscurati i miracoli, non resterebbe che un insegnamento privo di autorità soprannaturale, che imporrebbe sacrifici senza alcuna contropartita, sofferenze inutili sulla terra senza speranza di premio. Oggi gran parte dell’insegnamento nei seminari, grazie alla frenesia di andar d’accordo col mondo a tutti i costi, tende a mettere in sordina i miracoli, attaccandosi agli specchi pur di escogitare una qualche “spiegazione” naturale.

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PADRE CANDIDO RACCONTA: SANREMO 1954

 

PADRE CANDIDO RACCONTA…

SANREMO, 1954

 

Nel convento dei Cappuccini di Genova, quattro giovani erano in attesa di pronunciare la professione solenne per entrare nell’Ordine.

Il Padre Provinciale scrisse una lettera a Padre Pio da Pietrelcina annunciando la solenne cerimonia e implorando la preghiera del Santo Confratello per quei quattro giovani. La lettera venne firmata dai quattro ragazzi e spedita a San Giovanni Rotondo.

Come è consuetudine in questi casi, dopo qualche giorno arrivò la risposta che assicurava le preghiere del Santo Frate, ma…

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PADRE CANDIDO RACCONTA: AVIGNONE 1964

PADRE CANDIDO RACCONTA…

AVIGNONE, 1964

In rue Paul Saïn, un giovane frate osservava preoccupato la grossa crepa che attraversava la facciata della chiesa di Nôtre Dame de la Conversion, sede della missione che assiste gli immigrati italiani in Francia.

Due distinti signori lo avvicinarono e incuriositi gli domandarono:

“Cosa osserva con tanta attenzione?”

“Guardo quella crepa sulla facciata della Chiesa”, rispose il frate.

Uno dei due domandò:

“Ma lei chi è, e cosa fa qui?”

Il frate indicò il saio:

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IL VERO MOTIVO DELLA RIVELAZIONE PRIVATA A MARIA VALTORTA

IL VERO MOTIVO DELLA RIVELAZIONE PRIVATA A MARIA VALTORTA

Nel 1947, in una pagina (riportata nella corrispondenza tra Maria Valtorta e Mons. Carinci), e destinata al Santo Padre, il quale probabilmente non l’ebbe mai, Cristo esortava il Papa ad usare l'”Evangelo come mi è stato rivelato” per controbattere le ideologie atee dilaganti: l’Opera, “resa completa e gradevole, era pensata in modo da raggiungere quelle anime che non avrebbero in alcun altro modo letto i Vangeli”. In altre parole, si trattava di un prezioso strumento per avvicinare alla Verità evangelica coloro che ne sarebbero altrimenti rimasti per sempre lontani.

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MONS. GHERARDINI: UNO SGUARDO DISTRATTO ALLA VALTORTA

MONS. GHERARDINI: SGUARDI DISTRATTI ALLA VALTORTA

“Gradirei ricevere commenti da Padre Lanzetta e da altri detrattori della Valtorta”, concludeva la mia ultima nota sull’argomento, pronto peraltro a cambiare opinione sulla Valtorta stessa e a sottomettermi ad un autorevole e motivato giudizio negativo su di essa. La Chiesa, infatti, rappresenta senza dubbio l’unica Autorità preposta a vigilare sulla dottrina e la morale.

Qualche altro detrattore si è effettivamente fatto vivo, ed è stata un’autentica delusione. Speravo in prove argomentate sulle quali meditare, ed eventualmente iniziare una seria e interessante discussione, magari cambiare opinione. Invece l’ultima nota pubblicata sull’argomento da “Riscossa Cristiana” non ha fatto che riproporre stanche ripetizioni, basate su una conoscenza dell’argomento a dir poco approssimativa.

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“LA PIOGGIA DI FUOCO”: RECENSIONE DI PIERO VASSALLO

“LA PIOGGIA DI FUOCO”

DI EMILIO E MARIA ANTONIETTA BIAGINI:

UN ROMANZO APOCALITTICO.

CREPUSCOLO E FINE DELLA MONDANITÀ

(Recensione di Piero Vassallo)

Coppia di fedeli cattolici, nutriti da cibi spirituali rari e difficili, ad esempio le opere di Maria Valtorta, e narratori qualificati da notevoli attitudini letterarie, sulle quali vigila il loro forte senso dell’umorismo, Emilio e Maria Antonietta Biagini hanno scritto e pubblicato, per i tipi esclusivi ed esigenti dell’editore veronese Giovanni Zenone, “La pioggia di fuoco”.

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MISTICA E SUBITO RICONOSCIUTA: IL CASO DI ANNA MARIA TAIGI

LA BEATA ANNA MARIA TAIGI

Anna Maria Riannetti era un’umile ragazza nata a Siena il 29 maggio 1769. Era figlia di un farmacista che fece fallimento e nel 1775 dovette trasferirsi con tutta la famiglia a Roma, dove i suoi genitori lavorarono come domestici. Anna fu mandata in una scuola per fanciulle povere retta dalle Suore Pie Filippine, e a tredici anni dovette a sua volta andare a lavorare, dapprima in alcune fabbriche, e successivamente a servizio. Nel 1790 sposò Domenico Taigi che era servitore presso la potente famiglia Chigi, ed era di carattere molto difficile. I due ebbero sette figli, di cui tre morirono in giovane età. Devota alla Santissima Trinità, Anna Maria condusse una vita veramente cristiana, curando la famiglia e assistendo quelli più poveri di lei.

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PADRE LANZETTA, I DUBBI E LA VALTORTA

PADRE LANZETTA, I DUBBI E LA VALTORTA

Subito dopo la pubblicazione di un mio articolo sulla Valtorta su “Riscossa Cristiana” (“Mistica e misconosciuta: il caso di Maria Valtorta”, in pratica lo stesso articolo che si può leggere su questo sito), un esimio rappresentante del clero, Padre Serafino M. Lanzetta dei Francescani dell’Immacolata, con un articolo del 29 novembre 2012 (Il “caso Valtorta” tra consensi e condanne: come orientarsi?), si è evidentemente sentito in dovere di precisare, sulla medesima rivista online, che la Chiesa non riconosce affatto come soprannaturale la rivelazione privata a Maria Valtorta, e che non si può considerare l’opera maggiore di lei (L’Evangelo come mi è stato rivelato) un “quinto vangelo”.

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MISTICA E MISCONOSCIUTA: IL CASO DI MARIA VALTORTA

MISTICA E MISCONOSCIUTA: IL CASO DI MARIA VALTORTA

“Se un’immensa sconfinata rosa, fatta di una luce rispetto alla quale quella di tutti gli astri e i pianeti è scintilla di focolare, smuovendo ad un vento d’amore i suoi petali desse suono, ecco qualcosa che potrebbe assomigliare a quanto vedo e odo, e che è il Paradiso tuffato nella luce d’oro della Trinità Ss. coi suoi abitanti di luce diamantina”.

L’autrice di questo brano è una mistica contemporanea, che appena adesso (e non senza opposizione da parte di chierici progressisti, come già si era verificato per San Padre Pio) si comincia a conoscere e ad apprezzare: Maria Valtorta (Caserta 1897-Viareggio 1961) (vedi ), una persona di limitata cultura, che aveva compiuto solo studi tecnici, il cui unico pregio intellettuale era quella di avere un’eccellente memoria, che le permise di riportare nei minimi dettagli ciò che vedeva. La Valtorta fu paralitica per gran parte della sua vita. Inchiodata a letto senza avere la possibilità di compiere alcuna ricerca, senza conoscere alcuna lingua orientale, senza aver mai lasciato l’Italia, descrisse in modo dettagliatissimo la vita del Salvatore, dimostrando di conoscere perfino la conformazione del territorio, incluse descrizioni di peculiari formazioni rocciose (confermato da un geologo che aveva lavorato in Palestina) e le minute differenze di pronuncia della lingua ebraica tra la Galilea e la Giudea. Costei più volte ebbe la visione della rosa paradisiaca e più volte la descrisse, anche in assai maggior dettaglio rispetto alle poche righe riportate sopra. La visione corrisponde esattamente all’immagine del Paradiso nella Divina Commedia come “candida rosa” (Canto XXXI, 1-3), oggetto di una delle più impressionanti tavole disegnate dal Doré nella grande edizione illustrata del Poema.

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