I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Humanae litterae (Pagina 30 di 35)

MARIA VALTORTA-Quadernetti-Recensione

 

 

Nel luglio 1944, per “ordine superiore”. Maria Valtorta riscrive un foglio che aveva distrutto per timore che finisse in mani diverse dal quelle di Padre Migliorini. “Da qualche tempo e sempre più chiaramente vedo con una vista spirituale il ‘vero’ aspetto di chi avvicino. Non di tutti, di quelli che Dio vuole che io veda. Così G.B. [Giuseppe Belfanti, suo cugino, dedito allo spiritsmo] mi appare con aspetto di demonio. Mentre se guardo sua moglie vedo solo un pezzo di carne…” (pp. 20-21).

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MARIA VALTORTA-Quaderni 1943-Recensione

 

 

È l’anno in cui, il Venerdì Santo, inizia la grande opera de L’Evangelo. Il volume contiene soprattutto colloqui intimi della veggente con il Divino Maestro, che piange per l’ingratitudine degli uomini, inclusa la gran parte degli ecclesiastici, e trova consolazione solo in anime vittime offertesi in olocausto per la salvezza dei peccatori, come Maria Valtorta.

19 maggio. Le opere dell’uomo crollano, ma la Creazione rimane. Per l’uomo una sola cosa è necessaria: il Regno di Dio. Le immagini corporee non danno una reale immagine di Dio, ma solo la luce: il fuoco dello Spirito Santo che compendia la Trinità ed è l’Amore che ha creato l’universo, ha istituito i primi Servi di Dio, ha spinto il Padre a dare i Comandamenti, ha illuminato i Profeti, ha concepito con Maria il Redentore, ha messo Cristo sulla Croce, ha sostenuto i Martiri, ha retto la Chiesa, opera i prodigi della Grazia, è la gemma incomprensibile, inguardabile, della bellezza eterna di Dio. (p. 100).

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MARIA VALTORTA-Quaderni 1944-Recensione

 

 

2 gennaio. Gesù insegna che ha sopportato Giuda per insegnare agli uomini a sopportare e insistere per salvare: conosceva tutti i suoi pensieri ed era una vera sofferenza averlo vicino, ma lo sopportò ugualmente per insegnare agli uomini a sopportare e ad insistere per salvare. (p. 17).

7 gennaio. Maria desiderava un dettato sulla metempsicosi per convertire il cugino di sua madre, Giuseppe Belfanti, dedito allo spiritismo e a dottrine esoteriche (pp. 26-28). Ne riceve sette da personaggi diversi, l’ultimo è s. Paolo che è “un vero uragano”.

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MARIA VALTORTA-Quaderni 1945-50-Recensione

 

 

10 gennaio 1945. Visione di vita francescana, con S. Francesco e alcuni confratelli a tavole, serviti dalla suora Amata Diletta di Gesù.

16 gennaio 1945. Visione dell’ordinazione, in una chiesa catacombale, del nuovo sacerdote Valentino, convertito dal paganesimo sotto il papa Marcello.

26 gennaio 1945. Visione del demonio furioso, che la insulta perché non è riuscito ad accendere la sua superbia. Gesù la rassicura che il maligno non può farle nulla perché la sua anima è al riparo nel cuore di Gesù stesso. Poi visione della madre di lei, sempre opaca nel colore e nella veste, che pare voglia dire qualcosa e ne è impedita, e molto triste.

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MARIA VALTORTA-Santi e non santi-Recensione

 

 

Dall’Autobiografia.

La Valtorta dice di aver conosciuto tanti sacerdoti, alcuni buoni, altri tiepidi, impazienti, dediti alle cose terrene. Le turbe europee che vivono come bestie fanno pietà e sarebbero tutte da rievangelizzare, ma i veri sacerdoti sono pochi, mentre l’accidia e la tiepidezza sono grandi ostacoli, peggiori delle cadute provocate dalla debolezza umana. Occorrono evangelizzatori instancabili, spiritualmente sorretti dai penitenti, anime vittime capaci di soffrire e pregare.

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LA SANTITA’ DI MARIA VALTORTA

LA GLORIA DI MARIA VALTORTA

Al termine di una rilettura del sublime commento teologico alle Messe festive, noto come di Libro di Azaria, dal nome dell’angelo custode che ne dettò le lezioni a Maria Valtorta, ritengo utile qualche riflessione non sul testo (ciò che sarà fatto più avanti), ma sulla santità della veggente.

 

Un mese e mezzo dopo l’ultima lezione, che è del 2 febbraio 1947, la Valtorta, il 16 marzo, descrive le dolcezze e promesse ricevute da Gesù. Il Divino Maestro le appare col S.S. Cuore scoperto, tutto circondato di fiamme, più luminoso dell’oro, le fa bere il Suo Sangue che è come miele, più inebriante di un balsamo, mentre le fiamme le carezzano i capelli, dolci e fresche come vento d’aprile. Mentre gusta queste sensazioni soavi, conserva tutte le sue facoltà, può riflettere, analizzare e ricordare. E Gesù le dice: “Ecco: in questo differisce ogni fuoco, anche quello purgativo, dal mio fuoco. Perché questo mio è di carità perfettissima e non fa male neppure per fare del bene. E questo è il fuoco che io serbo per te. Questo solo. Ecco ciò che è parte del mio amore. Fuoco che conforta e non brucia, luce, armonia, carezza soave. Ecco ciò che per te è il mio sangue: dolcezza e forza. Ed ecco ciò che io faccio per te, a compensarti degli uomini. Ti spremo il mio sangue come una madre fa col latte al suo nato, tu, figlia mia! Così Io ti amo.”

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PARLIAMO UN PO’ DI… SCIENTISMO

PARLIAMO UN PO’ DI…

SCIENTISMO

 

Il grande filosofo Karl Popper (autore di The logic of scientific discovery, London, Oxford University Press, 1968), emigrato in Gran Bretagna, per sottrarsi alla dittatura nazista, e divenuto professore all’università di Oxford, era il maggior specialista di epistemologia (filosofia della scienza) vissuto nel Novecento. A lui dobbiamo la demolizione più efficace e incontrovertibile dello scientismo, la cui proposizione basilare stessa è miseramente contraddittoria: infatti non è possibile dimostrare scientificamente che la scienza sia l’unica fonte di conoscenza, per cui tale proposizione non è scientifica.

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PARLIAMO UN PO’ DI… CONSERVAZIONE DELLA MASSA

 

I centri di potere massonico, economico e culturale, le sontuose logge inglesi e americane, Wall Street e la Royal Society sono per la Fede una minaccia assai più grave di quanto il Cremlino sia mai stato. Molti prelati e chierici cattolici sono stati ottimi allievi e propagandisti del Cremlino, moltissimi altri del laicismo massonico.

Nascostamente già prima del Concilio Vaticano II e in modo sempre più svergognato nel postconcilio, si è assistito alla svalutazione dei miracoli, all’eretico disconoscimento dell’onnipotenza divina. Oscurati i miracoli, non resterebbe che un insegnamento privo di autorità soprannaturale, che imporrebbe sacrifici senza alcuna contropartita, sofferenze inutili sulla terra senza speranza di premio. Oggi gran parte dell’insegnamento nei seminari, grazie alla frenesia di andar d’accordo col mondo a tutti i costi, tende a mettere in sordina i miracoli, attaccandosi agli specchi pur di escogitare una qualche “spiegazione” naturale.

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PADRE CANDIDO RACCONTA: SANREMO 1954

 

PADRE CANDIDO RACCONTA…

SANREMO, 1954

 

Nel convento dei Cappuccini di Genova, quattro giovani erano in attesa di pronunciare la professione solenne per entrare nell’Ordine.

Il Padre Provinciale scrisse una lettera a Padre Pio da Pietrelcina annunciando la solenne cerimonia e implorando la preghiera del Santo Confratello per quei quattro giovani. La lettera venne firmata dai quattro ragazzi e spedita a San Giovanni Rotondo.

Come è consuetudine in questi casi, dopo qualche giorno arrivò la risposta che assicurava le preghiere del Santo Frate, ma…

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PADRE CANDIDO RACCONTA: AVIGNONE 1964

PADRE CANDIDO RACCONTA…

AVIGNONE, 1964

In rue Paul Saïn, un giovane frate osservava preoccupato la grossa crepa che attraversava la facciata della chiesa di Nôtre Dame de la Conversion, sede della missione che assiste gli immigrati italiani in Francia.

Due distinti signori lo avvicinarono e incuriositi gli domandarono:

“Cosa osserva con tanta attenzione?”

“Guardo quella crepa sulla facciata della Chiesa”, rispose il frate.

Uno dei due domandò:

“Ma lei chi è, e cosa fa qui?”

Il frate indicò il saio:

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