I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Humanae litterae (Pagina 29 di 36)

PISTOIA

Vi è un magnifico centro storico che ha il suo punto di massima attrazione nella grande piazza del Duomo, dove si affaccia il romanico Duomo dedicato a San Zeno, affiancato da uno splendido campanile. Di fronte il magnifico Battistero di San Giovanni. La grande piazza è circondata da antichi palazzi, e sul fondo la medievale Torre Caterina. In una piazza adiacente vi è un grandioso palazzo simile al Medici Riccardi di Firenze. Numerosissime chiese, tutte di epoca medievale, attestano l’importanza storica della città, spesso in lotta con Firenze. In un magnifico parco sorge la maestosa fortezza di Santa Barbara. Al lato opposto della città, sotto l’antico ospedale del Ceppo, si visita il percorso “Pistoia sotterranea”, un interessante itinerario nel letto di un torrente deviato.

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SATIRE CLERICALI-RECENSIONE DA IL GIORNALE

 

Ecco, in un’immagine così forte e simbolica, c’è già il migliore riassunto del libro. Il racconto del “tradimento dei chierici”, inteso nel senso più onnicomprensivo che la parola sa avere. E quindi nei gironi dell’inferno di Maria Antonietta ed Emilio ci sono “i tiepidi, i vigliacchi, quelli che contraddicono il Vicario di Cristo” e lavorano sottotraccia per ribaltare la verità. Una categoria che – secondo gli autori, che non fanno sconti a nessuno – non solo può essere denunciata. Ma va denunciata.

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MARIA ANTONIETTA ED EMILIO BIAGINI – SATIRE CLERICALI

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Satire clericali”. Il volto empiamente grottesco della teologia “aggiornata”  –  di Piero Vassallo By  On 24 maggio 2014 · Add Comment

Propone in questi giorni un appetitoso volume di “Satire clericali” la cucina letteraria, che è attivata in Genova-Castelletto da Maria Antonietta ed Emilio Biagini, coniugiscandalosamente felici (sono parole di Alberto Rosselli) e osservatori dotati di uno sguardo implacabile e tagliente, capace di denudare la banalità della teologia contagiata dal pensiero crepuscolare e lo sprezzo del ridicolo giacente sotto la parlantina piamente frivola e untuosa trionfalmente.

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MARIA VALTORTA-Autobiografia-Recensione

 

Il 12 settembre 1944 Gesù le aveva promesso una morte estatica: “Come sarai felice quando ti accorgerai di essere nel mio mondo per sempre e d’esservi venuta dal povero mondo, senza neppure essertene accorta, passando da una visione alla realtà, come un piccolo che sogna la mamma e che si sveglia con la mamma che lo stringe al cuore. Così farò io con te.”

Il 14 marzo 1947, giorno del suo cinquantesimo compleanno, quando lei temeva che Gesù non sarebbe più venuto a visitarla, dato che aveva finito di scrivere, Egli la rassicurò: “Io sempre verrò. E per te sola. E sarò ancora più dolce perché sarò tutto per te, ti porterò più su, nelle pure sfere della pura contemplazione… D’ora in poi contemplerai soltanto… ti smemorerò del mondo nel mio amore.”

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MARIA VALTORTA-Il parallelo tra le due Passioni-Recensione

VALTORTA M. (1985) “Il parallelo tra le due Passioni”, contenuto nel quaderno n. 120, pubblicato nel volume I quaderni dal 1945 al 1950, pp. 532-562

Questo complesso dettato costituisce un documento a sé stante, nel quale Gesù svolge un serrato confronto fra la Sua Passione, che ebbe inizio fin dalla Sua nascita e quella della Valtorta, che soffrì volontariamente per amore di Dio e delle anime fin dalla più tenera età, fu fedele fino alla fine, fu tradita da quelli che avrebbero dovuto comprenderla e amarla. Suoi carnefici furono i membri dell’Ordine Servita che si accostarono a lei con curiosità non buona, la tentarono in ogni modo, la perseguitarono, insultarono e calunniarono, fino ad imporle una croce che Gesù non le aveva destinato. Pochi amici ha, e quelli soprattutto fra i laici. Ma lei non perirà, né perirà l’Opera, sulla quale vegliano Cristo e la Sua Madre Santissima. Lei continui ad amare i suoi persecutori, che non l’hanno compresa e non la vogliono comprendere. Essi hanno voluto chiudersi in una tomba, spiriti morti e putrescenti. La tomba non è ancora chiusa, nella speranza che possano essere sanati e risorgere. Se questo non avverrà, avranno punizione eterna e terribile. Ma lei preghi come Cristo perché le pecore smarrite tornino all’Ovile e vi sia un solo Ovile e un solo Pastore, e i diletti di ora e di sempre saranno dove lei stessa sarà, in Paradiso.

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MARIA VALTORTA-L’Apocalisse-Recensione

 

 

In verità già vi sono nuovi evangelizzatori, anche se il mondo in parte li ignora e in parte li osteggia, e primi ad combatterli sono e saranno i nuovi farisei e dottori della Legge, gelosi del loro prestigio di unici interpreti autorizzati della Rivelazione, come dimostra l’indegno trattamento inflitto a Maria Valtorta. Ma i nuovi evangelizzatori saranno sempre più numerosi, e il mondo, dopo averli ignorati, scherniti, osteggiati, quando il terrore prenderà gli stolti che ora li deridono, si volgerà a loro, perché siano forza, speranza, luce nelle tenebre, nell’orrore, nella tempesta della persecuzione degli anticristi. Se è vero che alla fine dei tempi sorgeranno sempre più falsi profeti servi dell’anticristo, altrettanto vero è che il Cristo Signore opporrà ad essi sempre più numerosi suoi servi, suscitando nuovi apostoli dove meno lo si crede.

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MARIA VALTORTA-La tomba di San Pietro-Recensione

 

 

Il 26 agosto dello stesso anno Maria ha la visione di un luogo campestre da dove si vede la tomba di Cecilia Metella sulla via Appia. San Pietro, che appare vecchio e stanco, si allontana dal giovane che lo accompagna e s’inoltra per una viuzza di campagna, si ferma, batte tre volte il suo bastone sul suolo per indicare la sua sepoltura e fa un cenno di saluto alla Valtorta. La visione si ripete per due volte, sempre uguale (evidentemente per imprimergliela bene in mente). Un “interno ammonitore” detta alla Valtorta, come se leggesse un’antica cronaca, queste parole: “Venuta che fu la notte, i cristiani tolsero il corpo di là e lo portarono nel luogo dove Pietro evangelizzava, che era l’Ostrianum, nel quale già erano deposti i corpi di quelli che avevano confessato col sangue la loro fede in Gesù Cristo durante le prime persecuzioni.”

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MARIA VALTORTA-Lettere a Madre Teresa Maria-Recensione

 

 

Il caso di Dora Barsottelli, di Pieve di Camaiore (Lucca), fu uno dei vari pretesti usati per attaccare la Valtorta, dato che Padre Romualdo Migliorini, suo direttore spirituale, seguiva imprudentemente, e contro il consiglio di Cristo, anche la stessa Barsottelli, un’imbrogliona che diceva di ricevere rivelazioni soprannaturali. In tal modo Padre Migliorini veniva screditandosi e rendendosi ridicolo di fronte alle Curie, e ciò finiva per ricadere sulla credibilità di Maria.

Altro e più grave pretesto per attaccare la Valtorta venne dal caso di Suor Maria Gabriella, che era stata Superiora del convento delle Stimmatine di Camaiore e avrebbe voluto fondare un Istituto che accogliesse le postulanti di nascita illegittima, che le consorelle rifiutavano. Poiché costei era guidata da Padre Migliorini, entrò in contatto con Maria Valtorta, che le trasmetteva direttive avute da Cristo in merito al suo caso. Suor Maria Gabriella, però, disobbedì, fallì nel suo tentativo di fondazione e riprese il nome da secolare, Emma Federici. Maria disapprovò fortemente il suo comportamento ribelle, ma fu comunque accusata come se l’accaduto fosse colpa sua. “Io sono molto odiata dalle Stimmatine”, scrisse sconsolata il 15 gennaio 1946 (vol. I, p. 46).

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MARIA VALTORTA-Lettere a Mons. Carinci-Recensione

 

 

L’8 marzo 1949 la Valtorta constata con disappunto che, mentre tarda l’approvazione dell’Opera, Monsignor Traglia ha di recente approvato la vita di Cristo di un certo Caius che afferma che la Madonna e S. Giuseppe convivevano maritalmente in un’unica casa molto prima dell’Annunciazione, insidiando gravemente il dogma della Verginità di Maria. Lo stesso Traglia, però, fin dal maggio 1946 aveva espresso giudizio favorevole sull’Opera. Nel giugno 1946 Cristo disse: “Vorrei quest’Opera approvata da un vescovo italiano in Italia. Ma vescovi santi ve ne sono in ogni parte del mondo cattolico”. Ossia: vano sperare acquiescenza ai divini desideri in Italia. Infatti vi fu condanna per la Valtorta e l’Opera, condiscendenza per Caius. E condiscendenza pure, nella diocesi di Lucca, “per una frenetica che, anni fa, ha insozzato l’onore di un degno Sacerdote, dividendo la città in due partiti e addolorando talmente l’accusato di atti innominabili da produrne la paralisi. Costei, simulatrice, oltre calunniatrice, sino ad ungere di olio un Cristo che presentava poi a chi la consultava (a pagamento) come Cristo sudante… non solo è stata lasciata in pace, ma anzi ascoltata da chi ella consultava… e continua a vivere tranquilla dopo essersi fatta una religione a suo uso e consumo. E io?! Mi si dice che per credermi si vorrebbe avere delle prove. Quali? Le stigmate, forse, per poter dire meglio che sono isterica?” (pp. 32-33). Occorre ricordare che Padre Pio fu perseguitato e accusato di simulare le stigmate dal Padre Agostino Gemelli, che non le aveva neppure viste?

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MARIA VALTORTA-Lettere a Padre Migliorini-Recensione

 

 

Il 25 gennaio 1943  Maria gli illustra una magnifica pagina sulla catechesi del dolore: “La Comunione di dolore! La quale è quella che si consuma soffrendo, chiedendo, volendo, assaporando, amando il dolore, fondendo il nostro sangue a quello di Gesù Crocifisso, appoggiando il nostro io alla sua stessa croce per essere su quella inchiodati, torturati, innalzati, unendo i capi sullo stesso legno perché le stesse spine siano tormento ad ambedue… ma trovando anche nel contempo il bacio di Gesù che ci consola di tutto. La Comunione di dolore ci fa vittime col Cristo… È sempre stata la perla rara che ho cercato, da anni, per tutti i giorni della mia vita.” (p. 13, corsivi nel testo). E il 1° febbraio 1943 aggiunge: “Vorrei portare a Dio tutti i peccatori e spendo per questa opera tutte le mie monete spirituali”. (p. 19). Sembra quasi lei la docente e lui, suo direttore spirituale, l’allievo. E questa non è certo arroganza da parte di lei. Lei non è nulla: glielo dice Gesù e lo dice lei stessa, ma il dolore lo conosce bene. Ed è illuminata da grazie speciali e gratuite a lei elargite dal Cielo.

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