I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Humanae litterae (Pagina 28 di 36)

ORO E LATTA (DIO, IL BIG BANG E I BUCHI NERI)

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_vipera

Abbiamo il piacere di insignire questa ridicolaggine (BOTTURA P. (2011) Dio, il Big Bang e i buchi neri, Verona, Fede & Cultura) del prestigioso riconoscimento della Vipera di latta.

Segue un commento di Emilio Biagini:

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MOSTRI MARINI O MOSTRI DELLA RAGIONE?

   Gli artisti medievali erano capaci di produrre fantasiose rappresentazioni di mostri marini, in base a dicerie di marinai (Fig. 1), e la tradizione continuò anche nell’età delle grandi esplorazioni geografiche (Fig. 2), in una sorta di terrorismo mitologico, segno di arretratezza, senza dubbio.

Fig. 1 — Mostri marini, simboli del male, dal soffitto della chiesa di San Martino in Zillis, Cantone dei Grigioni seconda metà sec. XII.

Fig. 2 — Immaginari mostri dei mari glaciali, carta geografica di Antonio Lafreri, 1570.

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LE BANCHE MONDIALISTE NON PERDONANO

Con il titolo originale “The day the Earth stood still”, prodotto dalla Twentieth Century Fox e interpretato da Michael Rennie in veste di alieno e diretto da Robert Wise (che dirigerà poi il buonista e pacifista Star Trek), questo film del 1951 propone l’edificante storia ultrapacifista del disco volante che un bel giorno atterra a Washington. Ne esce l’alieno Klaatu (Michael Rennie), pieno di buone intenzioni, ma subito uno dei militari mandati a circondare l’astronave gli spara, ferendolo. Esce allora dal velivolo alieno un gigantesco robot che dirige un raggio su tutte le armi presenti, distruggendole. Il ferito viene portato all’ospedale, dove in brevissimo tempo guarisce, grazie non alle cure dei medici terrestri ma per le sue straordinarie conoscenze mediche extraterrestri.

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TRADUTTORI TEDESCHI DI TESTI SACRI

TRADUTTORI TEDESCHI

DI TESTI SACRI

 

    Questa nota ha lo scopo di esaminare alcuni aspetti delle preghiere in lingua tedesca, sulla base di un libretto della Catholic Truth Society di Londra (2009, rist. 2011), Ein einfaches Gebetbuch (Un semplice libro di preghiere), che reca testi a fronte inglesi e tedeschi delle parti fisse della Santa Messa e di varie preghiere comuni. Ovviamente si tratta solo di un modestissimo tentativo di comprendere alcuni aspetti del modo di pregare in Germania, quali possono desumersi dalle traduzioni delle preghiere. Notevole il fattio che per il testo inglese viene data la garanzia Concordat cum originali, che manca invece per la traduzione tedesca, che in taluni punti si lascia andare a qualche deriva luterana. Non per niente della traduzione inglese è precisato Concordat cum originali, mentre di quella tedesca non viene detto, e infatti in molti punti non concordat un fico secco.

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NOTERELLE SULLA RIVOLUZIONE

 

Il principio della Sacra Scrittura come unica fonte del Cristianesimo urta contro il fatto che la Tradizione orale precede di anni, spesso di decenni, la stesura dei Vangeli, l’ultimo dei quali, quello di San Giovanni, sembra risalire all’anno 100. Sicuramente gli Apostoli e i discepoli che si spargevano per il mondo a predicare il Vangelo non aspettarono di avere a disposizione i testi scritti. Ma “sola Scriptura” è un principio molto comodo per chi vuol crogiolarsi in una religione fai-da-te. Fu pure molto utile ai monarchi e agli aristocratici del Nord Europa per allungare le mani sui beni della Chiesa, fingendo al tempo stesso di volerla “riformare”.

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LA “VIA DEL ROMANICO”

Quest’anno finalmente abbiamo potuto realizzare questo interessante viaggio, pianificato in un primo soggiorno di alcuni giorni a Quedlinburg, città natale di Ottone I, miracolosamente uscita indenne dalle distruzioni della seconda guerra mondiale, ricca di ben milleduecento case a graticcio e dello Schlossberg, il cuore della città. Lo Schlossberg è una rupe fortificata, sovrastata dal monastero e dalla chiesa di San Servatius. Da Quedlinburg abbiamo visitato Halberstadt, il castello di Falkenstein, e Gernrode. Un secondo soggiorno di alcuni giorni a Magdeburgo, capoluogo del Land Sachsen-Anhalt, ci ha permesso di visitare anche il vicino centro di Naumburg.

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DIFFIDATE DEL PROFETA CHE NON SUBISCE PERSECUZIONI

Non a caso, Maria Valtorta ha subito ignobili persecuzioni da parte di una gerarchia insensibile e avida, che pretendeva di spacciare la rivelazione da lei avuta come opera semplicemente umana, in modo da poterla sfruttare commercialmente.I capi Serviti di allora progettavano persino di trarne dei film. La grande veggente fu denunciata al Sant’Uffizio, che non si è mai mosso senza una denuncia, da un Servita d’alto rango, il cui nome è ignoto. Maria Valtorta lo conosceva, perché dal suo letto di paralitica tutto sapeva grazie al Divino Maestro, ma, caritatevolmente, lo tacque nel suo epistolario con Madre Teresa Maria, che rappresenta una delle più importanti raccolte di documenti di quanto la Valtorta ebbe a soffrire proprio a causa del clero. L’alto gerarca era stufo di essere supplicato da un giovane confratello che cercava di intercedere per la veggente, paralizzata, malata, perseguitata e in ristrettezze finanziarie. Tentata dal diavolo di pubblicare a proprio nome, ciò che avrebbe risolto i problemi economici di lei, e avrebbe acquietato i farisei che la perseguitavano, Maria Valtorta, eroicamente, resistette. La conseguenza della vile denuncia fu la vergognosa messa dell’Opera valtortiana all’Indice. Si sa per certo che i prelati del Sant’Uffizio si pentirono della messa all’Indice subito dopo, e l’Indice stesso venne immediatamente abolito, sia pure con una curiale piroetta salvafaccia che pretendeva che conservasse ugualmente un qualche valore. Ma se valeva ancora, perché abolirlo? Dov’è finito il sì-sì-no-no, al di fuori del quale vi è solo opera del demonio?

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FRANCESCO MAJ, UN GRANDE POETA

FRANCESCO MAJ, UN GRANDE POETA

Francesco Maj, Salesiano di Torino, ha molto da dire e lo esprime con poesia di altissima qualità e verità, proponendoci un grande poema drammatico sui Dieci Comandamenti, dal titolo In cammino, che ha l’andamento solenne di una sacra rappresentazione medievale, ma con una maturità poetica e una profondità teologica che le rappresentazioni medievali spesso non possedevano. Voci dall’alto parlano a Mosè, e parla Mosè, e parlano voci maligne e insinuanti, che tentano di sviare l’uomo dal retto cammino. E parla pure gente comune, disorientata, che si domanda come distinguere il bene dal male. I Comandamenti si susseguono, presentati come in una sinfonia di voci celesti, umane e diaboliche. La contraddizione demoniaca non può naturalmente confrontarsi con la Verità, ma cerca di sviare l’uomo tendendogli trappole che fanno appello agli istinti, all’avidità, alla brama di potere. Sublime l’esaltazione del Sacramento matrimoniale e della famiglia, insostituibile cellula della società umana se cementata dall’amore divino e dall’obbedienza al quarto comandamento. Severo è l’ammonimento agli scienziati, arroganti mosche cocchiere che credono di tenere in pugno i segreti della vita, come il ricercatore che — immagine poetica davvero geniale — “afferra l’ombra e crede spento il sole”. Vibrante la condanna dell’aborto, con la bruciante immagine della terra assediata dalle anime dei bambini non nati ai quali è stato negato il diritto di vivere.

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AL DIVINO MAESTRO DI MARIA VALTORTA NON SI SFUGGE

 

Fra circa un anno dovrebbe uscire il mio libro Maria Valtorta: la vittoria di un’anima vittima, e spero che servirà a stappare un po’ di orecchie. Oltre a passare in rassegna le opere e le prove schiaccianti ormai accumulatesi che rendono impossibile accettare un’origine umana delle opere stesse, in esso ho trattato la biografia della grande veggente, anima vittima perché offertasi al dolore per salvare le anime. Infatti soffrì atrocemente per terribili malattie per le quali avrebbe dovuto essere morta da molti anni. E soffrì pure per le insensate persecuzioni del clero che voleva negare l’origine divina dei dettati e delle visioni per sfruttare il tutto a fini commerciali: progettavano perfino di trarne dei film. Infine, per mettere a tacere un giovane sacerdote servita che supplicava a favore della Valtorta, un pezzo grosso dell’Ordine Servita (il cui nome, per carità, i documenti valtortiani tacciono) denunciò l’Opera al “Santo” Uffizio: questo è l’unico motivo per cui l’Opera stessa finì all’Indice.

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LAURENTIN R., DEBROISE F.-M. & LAVÈRE, Dictionnaire des personnages de l’Évangile selon Maria Valtorta

Laurentin Debroise  Lavre copia

LAURENTIN R., DEBROISE F.-M. & LAVÈRE (2012) Dictionnaire des personnages de l’Évangile selon Maria Valtorta, Paris, Salvator

Questo è un corposo dizionario dei personaggi dell’Evangelo come mi è stato rivelato (pp. 448), opera congiunta del teologo Laurentin, dell’economista politico Debroise e dell’ingegner Lavère. Dopo una sintetica presentazione del personaggio Maria Valtorta, anima offertasi vittima per la salvezza delle anime, e della sua straordinaria Opera, gli autori notano come nei Vangeli canonici siano nominati solo una sessantina di personaggi, mentre quelli dell’Evangelo sono molte centinaia. Gli autori ne catalogano 736, cui dedicano erudite schede. Di questi ben 262, ossia circa uno su tre, risultano storicamente identificati. Alcuni di essi, come il Centurione Cecilio Massimo, del tutto ignoti al tempo della Valtorta, sono stati identificati dopo la morte della veggente. I ritratti dei personaggi delineati nel testo valtortiano appaiono di magistrale vivezza, plausibilità e coerenza con lo svolgersi dell’azione.

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