I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Humanae litterae (Pagina 28 di 35)

NOTERELLE SULLA RIVOLUZIONE

 

Il principio della Sacra Scrittura come unica fonte del Cristianesimo urta contro il fatto che la Tradizione orale precede di anni, spesso di decenni, la stesura dei Vangeli, l’ultimo dei quali, quello di San Giovanni, sembra risalire all’anno 100. Sicuramente gli Apostoli e i discepoli che si spargevano per il mondo a predicare il Vangelo non aspettarono di avere a disposizione i testi scritti. Ma “sola Scriptura” è un principio molto comodo per chi vuol crogiolarsi in una religione fai-da-te. Fu pure molto utile ai monarchi e agli aristocratici del Nord Europa per allungare le mani sui beni della Chiesa, fingendo al tempo stesso di volerla “riformare”.

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LA “VIA DEL ROMANICO”

Quest’anno finalmente abbiamo potuto realizzare questo interessante viaggio, pianificato in un primo soggiorno di alcuni giorni a Quedlinburg, città natale di Ottone I, miracolosamente uscita indenne dalle distruzioni della seconda guerra mondiale, ricca di ben milleduecento case a graticcio e dello Schlossberg, il cuore della città. Lo Schlossberg è una rupe fortificata, sovrastata dal monastero e dalla chiesa di San Servatius. Da Quedlinburg abbiamo visitato Halberstadt, il castello di Falkenstein, e Gernrode. Un secondo soggiorno di alcuni giorni a Magdeburgo, capoluogo del Land Sachsen-Anhalt, ci ha permesso di visitare anche il vicino centro di Naumburg.

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DIFFIDATE DEL PROFETA CHE NON SUBISCE PERSECUZIONI

Non a caso, Maria Valtorta ha subito ignobili persecuzioni da parte di una gerarchia insensibile e avida, che pretendeva di spacciare la rivelazione da lei avuta come opera semplicemente umana, in modo da poterla sfruttare commercialmente.I capi Serviti di allora progettavano persino di trarne dei film. La grande veggente fu denunciata al Sant’Uffizio, che non si è mai mosso senza una denuncia, da un Servita d’alto rango, il cui nome è ignoto. Maria Valtorta lo conosceva, perché dal suo letto di paralitica tutto sapeva grazie al Divino Maestro, ma, caritatevolmente, lo tacque nel suo epistolario con Madre Teresa Maria, che rappresenta una delle più importanti raccolte di documenti di quanto la Valtorta ebbe a soffrire proprio a causa del clero. L’alto gerarca era stufo di essere supplicato da un giovane confratello che cercava di intercedere per la veggente, paralizzata, malata, perseguitata e in ristrettezze finanziarie. Tentata dal diavolo di pubblicare a proprio nome, ciò che avrebbe risolto i problemi economici di lei, e avrebbe acquietato i farisei che la perseguitavano, Maria Valtorta, eroicamente, resistette. La conseguenza della vile denuncia fu la vergognosa messa dell’Opera valtortiana all’Indice. Si sa per certo che i prelati del Sant’Uffizio si pentirono della messa all’Indice subito dopo, e l’Indice stesso venne immediatamente abolito, sia pure con una curiale piroetta salvafaccia che pretendeva che conservasse ugualmente un qualche valore. Ma se valeva ancora, perché abolirlo? Dov’è finito il sì-sì-no-no, al di fuori del quale vi è solo opera del demonio?

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FRANCESCO MAJ, UN GRANDE POETA

FRANCESCO MAJ, UN GRANDE POETA

Francesco Maj, Salesiano di Torino, ha molto da dire e lo esprime con poesia di altissima qualità e verità, proponendoci un grande poema drammatico sui Dieci Comandamenti, dal titolo In cammino, che ha l’andamento solenne di una sacra rappresentazione medievale, ma con una maturità poetica e una profondità teologica che le rappresentazioni medievali spesso non possedevano. Voci dall’alto parlano a Mosè, e parla Mosè, e parlano voci maligne e insinuanti, che tentano di sviare l’uomo dal retto cammino. E parla pure gente comune, disorientata, che si domanda come distinguere il bene dal male. I Comandamenti si susseguono, presentati come in una sinfonia di voci celesti, umane e diaboliche. La contraddizione demoniaca non può naturalmente confrontarsi con la Verità, ma cerca di sviare l’uomo tendendogli trappole che fanno appello agli istinti, all’avidità, alla brama di potere. Sublime l’esaltazione del Sacramento matrimoniale e della famiglia, insostituibile cellula della società umana se cementata dall’amore divino e dall’obbedienza al quarto comandamento. Severo è l’ammonimento agli scienziati, arroganti mosche cocchiere che credono di tenere in pugno i segreti della vita, come il ricercatore che — immagine poetica davvero geniale — “afferra l’ombra e crede spento il sole”. Vibrante la condanna dell’aborto, con la bruciante immagine della terra assediata dalle anime dei bambini non nati ai quali è stato negato il diritto di vivere.

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AL DIVINO MAESTRO DI MARIA VALTORTA NON SI SFUGGE

 

Fra circa un anno dovrebbe uscire il mio libro Maria Valtorta: la vittoria di un’anima vittima, e spero che servirà a stappare un po’ di orecchie. Oltre a passare in rassegna le opere e le prove schiaccianti ormai accumulatesi che rendono impossibile accettare un’origine umana delle opere stesse, in esso ho trattato la biografia della grande veggente, anima vittima perché offertasi al dolore per salvare le anime. Infatti soffrì atrocemente per terribili malattie per le quali avrebbe dovuto essere morta da molti anni. E soffrì pure per le insensate persecuzioni del clero che voleva negare l’origine divina dei dettati e delle visioni per sfruttare il tutto a fini commerciali: progettavano perfino di trarne dei film. Infine, per mettere a tacere un giovane sacerdote servita che supplicava a favore della Valtorta, un pezzo grosso dell’Ordine Servita (il cui nome, per carità, i documenti valtortiani tacciono) denunciò l’Opera al “Santo” Uffizio: questo è l’unico motivo per cui l’Opera stessa finì all’Indice.

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LAURENTIN R., DEBROISE F.-M. & LAVÈRE, Dictionnaire des personnages de l’Évangile selon Maria Valtorta

Laurentin Debroise  Lavre copia

LAURENTIN R., DEBROISE F.-M. & LAVÈRE (2012) Dictionnaire des personnages de l’Évangile selon Maria Valtorta, Paris, Salvator

Questo è un corposo dizionario dei personaggi dell’Evangelo come mi è stato rivelato (pp. 448), opera congiunta del teologo Laurentin, dell’economista politico Debroise e dell’ingegner Lavère. Dopo una sintetica presentazione del personaggio Maria Valtorta, anima offertasi vittima per la salvezza delle anime, e della sua straordinaria Opera, gli autori notano come nei Vangeli canonici siano nominati solo una sessantina di personaggi, mentre quelli dell’Evangelo sono molte centinaia. Gli autori ne catalogano 736, cui dedicano erudite schede. Di questi ben 262, ossia circa uno su tre, risultano storicamente identificati. Alcuni di essi, come il Centurione Cecilio Massimo, del tutto ignoti al tempo della Valtorta, sono stati identificati dopo la morte della veggente. I ritratti dei personaggi delineati nel testo valtortiano appaiono di magistrale vivezza, plausibilità e coerenza con lo svolgersi dell’azione.

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PISTOIA

Vi è un magnifico centro storico che ha il suo punto di massima attrazione nella grande piazza del Duomo, dove si affaccia il romanico Duomo dedicato a San Zeno, affiancato da uno splendido campanile. Di fronte il magnifico Battistero di San Giovanni. La grande piazza è circondata da antichi palazzi, e sul fondo la medievale Torre Caterina. In una piazza adiacente vi è un grandioso palazzo simile al Medici Riccardi di Firenze. Numerosissime chiese, tutte di epoca medievale, attestano l’importanza storica della città, spesso in lotta con Firenze. In un magnifico parco sorge la maestosa fortezza di Santa Barbara. Al lato opposto della città, sotto l’antico ospedale del Ceppo, si visita il percorso “Pistoia sotterranea”, un interessante itinerario nel letto di un torrente deviato.

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SATIRE CLERICALI-RECENSIONE DA IL GIORNALE

 

Ecco, in un’immagine così forte e simbolica, c’è già il migliore riassunto del libro. Il racconto del “tradimento dei chierici”, inteso nel senso più onnicomprensivo che la parola sa avere. E quindi nei gironi dell’inferno di Maria Antonietta ed Emilio ci sono “i tiepidi, i vigliacchi, quelli che contraddicono il Vicario di Cristo” e lavorano sottotraccia per ribaltare la verità. Una categoria che – secondo gli autori, che non fanno sconti a nessuno – non solo può essere denunciata. Ma va denunciata.

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MARIA ANTONIETTA ED EMILIO BIAGINI – SATIRE CLERICALI

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Satire clericali”. Il volto empiamente grottesco della teologia “aggiornata”  –  di Piero Vassallo By  On 24 maggio 2014 · Add Comment

Propone in questi giorni un appetitoso volume di “Satire clericali” la cucina letteraria, che è attivata in Genova-Castelletto da Maria Antonietta ed Emilio Biagini, coniugiscandalosamente felici (sono parole di Alberto Rosselli) e osservatori dotati di uno sguardo implacabile e tagliente, capace di denudare la banalità della teologia contagiata dal pensiero crepuscolare e lo sprezzo del ridicolo giacente sotto la parlantina piamente frivola e untuosa trionfalmente.

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MARIA VALTORTA-Autobiografia-Recensione

 

Il 12 settembre 1944 Gesù le aveva promesso una morte estatica: “Come sarai felice quando ti accorgerai di essere nel mio mondo per sempre e d’esservi venuta dal povero mondo, senza neppure essertene accorta, passando da una visione alla realtà, come un piccolo che sogna la mamma e che si sveglia con la mamma che lo stringe al cuore. Così farò io con te.”

Il 14 marzo 1947, giorno del suo cinquantesimo compleanno, quando lei temeva che Gesù non sarebbe più venuto a visitarla, dato che aveva finito di scrivere, Egli la rassicurò: “Io sempre verrò. E per te sola. E sarò ancora più dolce perché sarò tutto per te, ti porterò più su, nelle pure sfere della pura contemplazione… D’ora in poi contemplerai soltanto… ti smemorerò del mondo nel mio amore.”

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