I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Ridicularia (Pagina 47 di 52)

AFORISMI SULLA GRATITUDINE

 Chi si aspetta gratitudine è pronto a credere alla Befana.

La mancia è la madre dei sorrisi.

Se per caso non aveste più soldi per le mance, gi altri non avranno più bocca per sorridere.

Se il prossimo viene a sapere che avete un po’ di beni al sole, cercate di nascondervi.

Se fate del bene a qualcuno, ritirate presto la mano: non farà in tempo a morderla.

Se il beneficato è riuscito a mordervi la mano, vi chiederà altri soldi.

Il beneficato odia il benefattore perché non è in grado di ricambiare.

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A PRATOMELMOSO RITORNA IL MEDIO EVO

MEDDIOEVVO E’, AHIME’, TORNATTO,

MALLEDDETTO INDELLIKKATTO

ORKETTO FALCE E KULETTO — Tissei fatto darre tutto?

PISELLO KULETTO E MARTELLO — Siiiiì. Ho qui tutto il dossier di faccoltà dovve che hanno datto addosso aqquel porco d’un crimminnalle ommoffobbo, razzista, sessista, riddiccolo. Mi ha datto tutto il gran kappo.

ORKETTO FALCE E KULETTO — Finnalmente un pressidde che presiedde.

PISELLO KULETTO E MARTELLO — E che è propprio deinnostri. L’ho cappitto subbitto quando ci ha portatti in piazza.

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ADOTTA UNA PAROLA

 

Il geniale metodo proposto dal professor Serafini per il conseguimento di questo desiderabile fine era che tutti gli scrittori, scrivani, scribacchini e pennivendoli aderenti al progetto scegliessero una parola, impegnandosi ad usarla il più possibile in frasi opportunamente mirate.

Astenio Conformini, prestigioso esponente della corporazione accademica italianistica, decise di partecipare al brillante, utile ed intelligente progetto, e cominciò a riflettere sulla parola da scegliere. Cercò su internet qualche altro partecipante all’iniziativa e inorridì quando vi trovò la notizia che un certo Arcibaldo Rinoceronte, cugino di Tommaso Indelicato e del terribile Arcibaldo Elefante, e ancor più coriaceo e politicamente scorretto di loro, aveva scelto la parola “frocio”, dichiarando che essa era gravemente minacciata di demolizione dall’avanzata dei ciechi bulldozer del politicamente corretto.

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PAROLE PER UN ANNO

 

 

 

PAROLE PER UN ANNO

Riuniti in un’aulica sala in quel di Roma, un nutrito gruppo di italianisti si apprestava a giocare un nuovo giochino di società. L’idea era stata lanciata dal geniale professor Supremo Serafini. Si trattava di scegliere una parola, abbinarla a un giorno dell’anno e comporvi una frase.

Grandissimo successo riscosse Efialte Buchetti, che abbinò al 1°marzo la parola “olezzo”, e compose la frase ispirata: “Il tuo olezzo virile, o caro, mi esalta e mi conquide”.

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APERTURA NUOVO BAR

 

 

Panino “Tempi grami”:

due fettine di pane stantio con lo scontrino in mezzo.

 

Cocktail Monti:

acqua sporca, colorante, spruzzo di fiele, agitato non mescolato.

 

Caffè Fornero alla lacrima:

fondi neri riciclati di caffè, spine di scorfano, lacrime di coccodrillo.

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GOVERNO MONTI

 

perché comanda ormai la banca,

che di succhiare mai non si stanca.

Questo governo triste e grifagno

ci ruba il nostro magro guadagno.

Pallidi e smunti, tristi e sfigati,

saremo presto ben dissanguati,

mentre i vampiri, di sangue gonfi,

faran la ruota, alteri e tronfi.

ORAZIA

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LANCIO DI AGENZIA

 

La lettera del rettore lo aveva raggiunto, con un lancio di agenzia, nel Granducato di Curlandia, dove si era recato per lasciarsi alle spalle tutte quelle noiose beghe degli accenditori di roghi, ciascuno dei quali voleva bruciare il suo testo universitario per un motivo diverso. In Curlandia, il professore stava constatando di persona quanto fossero soddisfatti quelli che avevano provato il comunismo e se n’erano finalmente liberati.

La rettoral-lettera gli ricordò che, a casa, invece, il comunismo tirava ancora colpi di coda, tenuto in vita con accanimento terapeutico dalla macchina cuore-polmoni dei suoi amici cattocomunisti. La missiva conteneva infatti un’accusa terribile: “uso improprio di materiale didattico”. Il tapino si arrovellava, cercando di comprendere cosa volessero dire quelle sibilline parole.

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L’ACCOGLIENZA FRATERNA

L’ACCOGLIENZA FRATERNA,

OVVERO IL “PASTORE” DI TUTTI

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Il pastore confidava nell’uomo, cioè in se stesso, e aveva deciso: basta con le discriminazioni, basta con gli steccati, siamo tutti fratelli, perbacco. Prese quindi la parola al concilio del gregge e parlò di pace e di fratellanza:

— Fratelli, un’ora nuova si annuncia per il nostro gregge. Qui fuori ci sono tanti poveri lupi macilenti che vagano affamati. Non dobbiamo forse noi, in spirito di fratellanza, pensare anche a loro? Non dobbiamo noi amarli ed assisterli come nostro prossimo? Non dobbiamo calarci in uno spirito diverso da quello che ci ha finora animato: uno spirito più buono ed aperto? Dobbiamo aprirci alla cultura dell’accoglienza, al rispetto del diverso, alla pace con tutti, pace, paace, paaace, paaaaace …….

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LADY MARIAN E LO SCERIFFO DI NOTTINKASTEDDU

LADY MARIAN E LO SCERIFFO DI NOTTINKASTEDDU

La nebbia avvolgeva la foresta di Karaliswood, quando tre figure furtive, con mantelli, cappucci e armati di potenti archi lanciapernacchie, si avvicinarono al castello “Bava Verde” a Nottinkasteddu, dove stavano rinchiusi centinaia di giovani, in ambiente malsano e igienicamente tutt’altro che a norma.

In quel sinistro maniero, i poveri ragazzi subivano un continuo lavaggio del cervello, in base ai dettami del nichilismo fognario e cimiteriale predicato dai ben noti beccamorti Mike Foulcault, Esor Rose, Konrad Augh e Peter George Odincolds. La falsità dei beccamorti giungeva al punto di presentare le bavose escrezioni che uscivano dai loro cervelli malati come modelli di “democrazia” e di “pluralismo”.

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IL FARAONE PATAPUNFÉTE E LA DISASTROSA GUERRA AGLI ETTITI

IL FARAONE PATAPUNFÉTE

E LA DISASTROSA GUERRA AGLI ETTITI

Antiche cronache riferiscono che agli allievi del tempio di Amon-Ra a Tebe venne un giorno assegnato il compito di scrivere un breve esercizio sui rischi del malgoverno, e tutti gli studenti furono concordi nell’additare ad esempio negativo la miseranda storia del faraone Patapunféte. Dopo un brevissimo regno di soli due anni, era piaciuto agli dei che fosse abbattuto, spogliato del potere e condannato alla cancellazione del suo nome da tutti i templi e gli obelischi.

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