I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

I Trigotti

Categoria: Ridicularia (Pagina 47 di 52)

GOVERNO MONTI

 

perché comanda ormai la banca,

che di succhiare mai non si stanca.

Questo governo triste e grifagno

ci ruba il nostro magro guadagno.

Pallidi e smunti, tristi e sfigati,

saremo presto ben dissanguati,

mentre i vampiri, di sangue gonfi,

faran la ruota, alteri e tronfi.

ORAZIA

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LANCIO DI AGENZIA

 

La lettera del rettore lo aveva raggiunto, con un lancio di agenzia, nel Granducato di Curlandia, dove si era recato per lasciarsi alle spalle tutte quelle noiose beghe degli accenditori di roghi, ciascuno dei quali voleva bruciare il suo testo universitario per un motivo diverso. In Curlandia, il professore stava constatando di persona quanto fossero soddisfatti quelli che avevano provato il comunismo e se n’erano finalmente liberati.

La rettoral-lettera gli ricordò che, a casa, invece, il comunismo tirava ancora colpi di coda, tenuto in vita con accanimento terapeutico dalla macchina cuore-polmoni dei suoi amici cattocomunisti. La missiva conteneva infatti un’accusa terribile: “uso improprio di materiale didattico”. Il tapino si arrovellava, cercando di comprendere cosa volessero dire quelle sibilline parole.

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L’ACCOGLIENZA FRATERNA

L’ACCOGLIENZA FRATERNA,

OVVERO IL “PASTORE” DI TUTTI

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Il pastore confidava nell’uomo, cioè in se stesso, e aveva deciso: basta con le discriminazioni, basta con gli steccati, siamo tutti fratelli, perbacco. Prese quindi la parola al concilio del gregge e parlò di pace e di fratellanza:

— Fratelli, un’ora nuova si annuncia per il nostro gregge. Qui fuori ci sono tanti poveri lupi macilenti che vagano affamati. Non dobbiamo forse noi, in spirito di fratellanza, pensare anche a loro? Non dobbiamo noi amarli ed assisterli come nostro prossimo? Non dobbiamo calarci in uno spirito diverso da quello che ci ha finora animato: uno spirito più buono ed aperto? Dobbiamo aprirci alla cultura dell’accoglienza, al rispetto del diverso, alla pace con tutti, pace, paace, paaace, paaaaace …….

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LADY MARIAN E LO SCERIFFO DI NOTTINKASTEDDU

LADY MARIAN E LO SCERIFFO DI NOTTINKASTEDDU

La nebbia avvolgeva la foresta di Karaliswood, quando tre figure furtive, con mantelli, cappucci e armati di potenti archi lanciapernacchie, si avvicinarono al castello “Bava Verde” a Nottinkasteddu, dove stavano rinchiusi centinaia di giovani, in ambiente malsano e igienicamente tutt’altro che a norma.

In quel sinistro maniero, i poveri ragazzi subivano un continuo lavaggio del cervello, in base ai dettami del nichilismo fognario e cimiteriale predicato dai ben noti beccamorti Mike Foulcault, Esor Rose, Konrad Augh e Peter George Odincolds. La falsità dei beccamorti giungeva al punto di presentare le bavose escrezioni che uscivano dai loro cervelli malati come modelli di “democrazia” e di “pluralismo”.

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IL FARAONE PATAPUNFÉTE E LA DISASTROSA GUERRA AGLI ETTITI

IL FARAONE PATAPUNFÉTE

E LA DISASTROSA GUERRA AGLI ETTITI

Antiche cronache riferiscono che agli allievi del tempio di Amon-Ra a Tebe venne un giorno assegnato il compito di scrivere un breve esercizio sui rischi del malgoverno, e tutti gli studenti furono concordi nell’additare ad esempio negativo la miseranda storia del faraone Patapunféte. Dopo un brevissimo regno di soli due anni, era piaciuto agli dei che fosse abbattuto, spogliato del potere e condannato alla cancellazione del suo nome da tutti i templi e gli obelischi.

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SEDERIN DELL’ANGURIA DA PRATOMELMOSO

SEDERIN DELL’ANGURIA DA PRATOMELMOSO

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Sederin Dell’Anguria da Pratomelmoso, a dispetto del nome altisonante, non era un aristocratico, ma un semplice studente. Si sentiva ugualmente chiamato ad alti destini, sulla scia del professor Arconte Blateronte, illustre italianista, celebre per le sue ricerche sulle bestemmie della Suburra e per aver eroicamente difeso la sacra laicità della prestigiosa università di Pratomelmoso dalle minacce dell’oscurantismo clericale.

Una delle più gravi aggressioni subite dalla luminosa e illuministica laicità dell’Istituzione pratomelmosica fu quella che si scatenò contro quell’artistico involucro di un certo salsicciotto gonfiabile noto come preservativo. Fu una grande lotta laica e democratica che oppose gli autentici democratici, fieri dei loro dubbi amletici, accuratamente coltivati, al mostro clericale aggressore.

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RISTORANTE BABILONIA

RISTORANTE BABILONIA

Fidel e Gaia si erano conosciuti ad una sfilata del Gay Pride, alla quale avevano partecipato non perché fossero rispettivamente un invertito e una lesbica, ma per profonda e sentita solidarietà con quella folla vestita in modo, a dir poco, bislacco, che urlava bestemmie e insulti a Dio, la Madonna e il Papa.

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COME FU CHE L’AGIT-PROP UNA TRAPPOLA SCAVÒ E POI DENTRO CI CASCÒ

COME FU CHE L’AGIT-PROP

UNA TRAPPOLA SCAVÒ

E POI DENTRO CI CASCÒ

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GONG!

PRIMA RIPRESA

Sii propizia a noi, o Musa,

canta, balla e fai le fusa:

celebrar devi la guerra

che sconvolse l’Inghilterra

(l’Inghilterra forse no,

è un’altr’isola, non so)

dell’eroico agit-prop

per salvare il minculpop

dall’influsso svergognato

di Tommaso Indelicato,

che osa dir: “La Terra è tonda”.

Arroganza proprio immonda.

Relativo è tutto quanto,

si rivolta come un guanto.

Che la Terra sia di latta?

forse quadra o forse piatta?

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L’ASSEMBLEA DEI PAPPAGALLI

L’ASSEMBLEA DEI PAPPAGALLI

“Ma perché tanto si offende?

perché tanto se la prende?”

“Io gli ho detto solamente

che è un cretino incompetente.”

“Io invece gli ho sol detto:

‘Sei un fesso, poveretto,

politikamentskorretto’,

ma affettuoso era un cicchetto.”

“Se l’è presa forse a male

per ‘studioso marginale’?”

“Le interviste prevenute

gli han strinato un po’ la cute?”

“L’abbiam pure messo in piazza

sulla sita internettazza:

l’ufficial sito importante

di quest’ateneo rampante;

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LA MARCIA DEGLI ZERI

LA MARCIA DEGLI ZERI

Tanti piccoli omettini,

guarda quanto son carini,

tutti uguali, omologati,

ed alquanto stralunati:

è la marcia degli zeri,

quasi non mi sembran veri,

è la marcia dei pinocchi,

tutti legno e tutti sciocchi,

politikamentkorretti,

marcian tutti, poveretti,

marcian tutti verso il nulla,

destinati dalla culla.

Zero, zero e ancora zero,

dan per somma sempre zero.

EMILIO BIAGINI

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