Una settimana dopo, Berlino Est insorgeva. Il grande autocrate che faceva tremare il mondo era miseramente morto. Chissà se lo avevano assassinato i suoi più stretti collaboratori, che temevano di finire fucilati o in Siberia come tanti prima di loro? Comunque non c’era più, e il castello aveva subito cominciato, come si dice, a “tirare sassi”, cioè a mostrare segni di sfacelo. Mancavano ancora molti decenni al crollo finale, ma la gente nel “paradiso dei lavoratori” cominciava ad alzare la testa.


