Occorre dire che la realtà è un po’ diversa? Il saggio di Gianfranco Amato porta alla luce una verità scomoda e spiacevole, come tutte le verità, del resto. Nido di eresia e di odio anticattolico, l’Inghilterra ha avvelenato l’Europa e il resto del mondo, ha creato con la sopraffazione e la violenza un gigantesco impero che le ha permesso di duplicarsi in ogni continente, ha propagato una cultura della morte che ha i suoi capisaldi nel brutale materialismo malthusiano e darwiniano, nel relativismo, nell’esaltazione del vizio, nella distruzione della famiglia, nella promozione dell’assassinio legalizzato dei bambini non nati e dei vecchi e malati che danno fastidio e ritardano l’arrivo dell’eredità.
Categoria: Libri (Pagina 10 di 12)
ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.
I TRIGOTTI

And the winner is …….
Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:
Un magnifico e coraggiosissimo studio che svela le atrocità sataniste di una setta dilagante:
DAL BOSCO, ROBERTO (2012) INCUBO A 5 STELLE. GRILLO; CASALEGGIO E LA CULTURA DELLA MORTE, Verona, Fede & Cultura
Dopo brevi cenni introduttivi sulla vita e l’opera di Maria Valtorta, il volume tratteggia la figura e il ruolo di Padre Berti”, rievocando la lunga collaborazione tra il Padre ed Emilio Pisani al servizio della causa valtortiana. Di particolare significato la confessione di Monsignor Mario Crovini, che era stato collaboratore del Cardinale Ottaviani, Segretario del Sant’Uffizio, e che quindi sapeva tante cose. Crovini disse a Emilio Pisani, nel 1982: “Si pentirono subito di aver messo all’Indice l’Opera della Valtorta”.
La Valtorta vi abitò dal 23 ottobre 1924 al 12 ottobre 1961, giorno della sua morte, assistita da Padre Innocenzo Maria Rovetti, dei Servi di Maria. Vi abitò in continuità, eccetto il periodo dello sfollamento a S. Andrea di Còmpito, decretato dal Comune, dal 24 aprile al 23 dicembre 1944. La casa restò miracolosamente intatta sebbene quelle vicine fossero tutte colpite.
Maria Valtorta amava moltissimo la casa per le apparizioni celesti che vi aveva avuto, mentre durante il soggiorno a Còmpito si trovò malissimo, non solo per la scomodità, ma per il terribile periodo di “oscurità” spirituale durato quaranta giorni, quando credette di essere abbandonata dal suo amore, Cristo.
In un testimonianza resa il 23 e il 28 giugno 1977, Antonia Lucchini (Milano? 1909-Viareggio 1990), suora delle Ministre degli Infermi, dette anche Barbantine dal cognome della fondatrice, Maria Domenica Brun Barbantini, riferisce di aver assistito Maria Valtorta dalla fine di dicembre 1931 alla primavera del 1933, facendole delle iniezioni. Suor Antonia era intimidita dal registratore usato per raccogliere le testimonianze, ma disse che sentiva il dovere di parlare contro la continua ingiustizia contro la Valtorta e contro gli Scritti. A suo parere, Maria Valtorta è troppo grande perché possa essere compresa dalla comune mediocrità dei contemporanei.
ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.
I TRIGOTTI

And the winner is …….
Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:
Un magnifico romanzo contro corrente:
NICOLA, PIERO (2013) IL BACIO, Chieti, Tabula Fati

Segue un commento di Emilio Biagini:
Con questo primo romanzo ci si presenta un nuovo interessantissimo autore assai politicamente scorretto e quindi, non fosse altro, solo per questo apprezzabile.
L’opera risulta inevitabilmente farraginosa e pesante. Vi si avverte lo sforzo del curatore di seguire i pensieri disordinati dettati al registratore da Marta Diciotti, con frequentissime ripetizioni, anche multiple, e costanti espressioni di dubbi della donna sulla propria capacità di giudizio, segno certo di umiltà, ma ripetute con le stesse parole o quasi, ad ogni pie’ sospinto, fino alla noia. A differenza di tutte le altre opere della Valtorta e sulla Valtorta, che sono spesso affascinanti, di grandissimo interesse, di altissimo profitto spirituale e culturale, opere che danno vero piacere al lettore ed elevano l’anima, questa è noiosissima e veramente proibitiva. È pure estremamente difficile da recensire in un qualche modo organico, tanto è il disordine e l’eterogeneità della materia. Non si tratta certo di un libro da mettere in mano al lettore medio. Per lo studioso valtortiano, tuttavia, è un documento che occorre assolutamente leggere e meditare: un’autentica miniera di fatti, molti dei quali inediti, e una formidabile testimonianza della sublime santità di Maria Valtorta e della genuinità delle rivelazioni da lei ricevute.
Opera difficile è scrivere quando la trama del racconto è già determinata e notissima. L’autore, tuttavia, è riuscito egregiamente ad animare lo svolgersi della storia, pur mantenendosi rigorosamente aderente al testo dell’Esodo. La forza del poema consiste nell’esplorazione del tormento di Mosè, dei suoi dubbi, delle sue umane paure di fronte al comando divino e alle opposizioni che incontra. Facile e insidiosa è la tentazione della vita comoda, ma Dio sospinge costantemente il Suo profeta che risponde con sofferta obbedienza.
In Dante troviamo ovviamente poesia altissima, come si conviene a temi tanto elevati, ma anche ardua, non certo adatta ai semplici, anche per la lingua ormai tanto cambiata. San Tommaso inclina a intrattenersi maggiormente sugli angeli e a non credere all’Immacolata Concezione: la sua “Summa Theologica” è un testo difficile, animato da stretta logica, grandioso, ma incapace di scaldare il cuore, e neppure aspira a farlo, trattandosi di un testo altamente scientifico. Del resto lo stesso san Tommaso a un certo punto cessò di scrivere teologia, quando le sue visioni soprannaturali gli diedero la misura dell’abisso che separa il ragionamento umano dai misteri divini. “Mi hanno detto che quanto ho scritto è giusto, ma è paglia rispetto a quello che ho visto”, disse il santo dottore ai confratelli riferendo una di tali visioni soprannaturali, dopo che ebbe posto i suoi scritti sull’altare per cercare l’approvazione da “colà dove si puote”.
Le quattro rivelazioni principali sono contenute nelle opere: La mistica città di Dio di María di Ágreda, La vita della Vergine Maria; le Visioni di Anna Katharina Emmerick, La dolorosa passione di Gesù Cristo di Anna Katharina Emmerick; L’Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta; e Maria, porta del cielo di Consuelo (pseudonimo di una madre di famiglia spagnola che ha voluto restare rigorosamente anonima). I quattro racconti frammentari sono quelli della tedesca Therese Neumann, di “Domenico” (mistico italiano che ha voluto celare il proprio cognome), della spagnola Luz Amparo Cuevas e di “Rosa” (pseudonimo di una mistica italo-francese la cui identità è ignota).




