I Trigotti

Necessaria precisazione: e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

Anno: 2015 (Pagina 3 di 4)

LA BATTAGLIA NAVALE

Nel mare della Storia è in corso una violenta battaglia navale. Una potentissima nave ammiraglia bianca e gialla, con certe misteriose chiavi dipinte sulle fiancate, è attaccata da una grande flotta di corazzate nemiche. L’ammiraglia non avrebbe difficoltà a sbarazzarsi del nemico, sennonché è tragicamente minata dal tradimento: contrammiragli-Giuda e ufficiali-Caino fanno di tutto per impedire alla loro nave di difendersi, sabotandone le artiglierie e aprendo falle nella chiglia.

C’è pure una sparuta flottiglia di barchette con piccolissimi equipaggi che, armati di pistole scacciacani e di fucilini a tappi, tentano di sostenere l’ammiraglia. Gli intrepidi combattenti si ritengono impegnati nella difesa della Tradizione, in una disperata guerriglia contro l’agguerrita flotta nemica rigorosamente laicista. Il nemico, però, dall’alto delle sue navi, ride di loro, anche perché tutto quello che sanno fare è combattersi l’un l’altro.

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ORO O LATTA (FRANCESCO MAJ, CARMI)

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

And the winner is …….

FRANCESCO MAJ (2015) Carmi, Torino, Opera Diocesana Preservazione Fede

Siccome non siamo del tutto convinti, per ragioni che illustriamo qui di seguito, si tratta di un’Aquila dimezzata.

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ORO O LATTA? (ETTORE GOTTI TEDESCHI, AMARE DIO E FARE SOLDI)

 

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_aquila

And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

Un capolavoro di saggezza purtroppo inascoltata:

ETTORE GOTTI TEDESCHI (2014) AMARE DIO E FARE SOLDI. MASSIME DI ECONOMIA DIVINA, Verona, Fede & Cultura

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ORO O LATTA? (MARINELLI E FASOL, LUCE DAL SEPOLCRO)

 

Nella suo studio sulla Sindone, la professoressa Marinelli ripercorre dapprima la storia delle ricerche, iniziata nel 1898 con le foto dell’avvocato Secondo Pia. Le indagini sui pollini compiute dal botanico Max Frei hanno scoperto decine di specie provenienti da tutte le regioni in cui il Sacro Telo si è trovato: di fondamentale importanza la scoperta dello Zygophillum dumosum, che cresce solo a Gerusalemme e in zone finitime. Lo studio dei pollini permette pure di chiarire il rituale della sepoltura, in pieno accordo con le descrizioni storiche delle pratiche funerarie in uso al tempo di Gesù. Pierluigi Baima Bollone ha identificato particelle di aloe e mirra, usate nel trattamento del cadavere, soprattutto nelle zone macchiate di sangue. Di tale sangue, di indubbia origine umana, è stato pure possibile determinare il gruppo, lo AB, che è molto raro ed è lo stesso che si ritrova nei campioni ematici dal miracolo eucaristico di Lanciano e sul sudario di Oviedo, ed è frequente solo tra gli Ebrei “babilonesi” e della Palestina settentrionale.

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DIFFIDATE DEL PROFETA CHE NON SUBISCE PERSECUZIONI

Non a caso, Maria Valtorta ha subito ignobili persecuzioni da parte di una gerarchia insensibile e avida, che pretendeva di spacciare la rivelazione da lei avuta come opera semplicemente umana, in modo da poterla sfruttare commercialmente.I capi Serviti di allora progettavano persino di trarne dei film. La grande veggente fu denunciata al Sant’Uffizio, che non si è mai mosso senza una denuncia, da un Servita d’alto rango, il cui nome è ignoto. Maria Valtorta lo conosceva, perché dal suo letto di paralitica tutto sapeva grazie al Divino Maestro, ma, caritatevolmente, lo tacque nel suo epistolario con Madre Teresa Maria, che rappresenta una delle più importanti raccolte di documenti di quanto la Valtorta ebbe a soffrire proprio a causa del clero. L’alto gerarca era stufo di essere supplicato da un giovane confratello che cercava di intercedere per la veggente, paralizzata, malata, perseguitata e in ristrettezze finanziarie. Tentata dal diavolo di pubblicare a proprio nome, ciò che avrebbe risolto i problemi economici di lei, e avrebbe acquietato i farisei che la perseguitavano, Maria Valtorta, eroicamente, resistette. La conseguenza della vile denuncia fu la vergognosa messa dell’Opera valtortiana all’Indice. Si sa per certo che i prelati del Sant’Uffizio si pentirono della messa all’Indice subito dopo, e l’Indice stesso venne immediatamente abolito, sia pure con una curiale piroetta salvafaccia che pretendeva che conservasse ugualmente un qualche valore. Ma se valeva ancora, perché abolirlo? Dov’è finito il sì-sì-no-no, al di fuori del quale vi è solo opera del demonio?

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LA PERA DI DON BORTOLUZZI

 

Questa, secondo la visione bortoluzziana, sarebbe la forma del pianeta Terra dopo aver beccato una solennissima sberla da una gigantesca cometa. Probabilmente un impatto così potente avrebbe disintegrato del tutto il pianeta, ma non è questo il punto più divertente.

La parte veramente esilarante è la nascita della Luna, che si sarebbe formata dall’emissione di materiale dalla parte colpita dall’impatto. Con un’energia del genere i frammenti incandescenti sarebbero con ogni probabilità andati dispersi nello spazio, ma poco importa, il bello è che nel buco si sarebbe formato l’Oceano Pacifico, mentre per contraccolpo dall’altra parte sarebbe nato l’Atlantico.

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ORO O LATTA? (MA CHE GENESI BIBLICA D’EGITTO)

La lettura della pretesa “rivelazione” di don Guido Bortoluzzi non edifica per nulla, non solleva l’anima, anzi è molto deprimente e brutalmente materialistica, e anche se, per assurdo, fosse “vera” avrebbe valore solo aridamente “conoscitivo”, mentre la lettura della Valtorta allarga il cuore e ravviva la fede.

Bortoluzzi propone un meccanismo di origine delle specie attraverso un complicato sistema di uteri in affitto fra esseri umani e subumani, i cosiddetti “ancestri”. Questo strano inghippo non è verificabile in alcun modo, per cui non ha valore scientifico ed è inutilizzabile anche dal lato filosofico e teologico, restando a tutti gli effetti una semplice illazione campata in aria.

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ORO O LATTA (DI GUALDO, NADA TE TURBE)

ARIEL S. LEVI DI GUALDO (2009) Nada te turbe, Acireale – Roma, Bonanno Editrice

L’argomento è il martirio delle quattordici carmelitane di Compiègne, ghigliottinate il 17 luglio 1794, durante la demoniaca Rivoluzione Francese, della quale giustamente è stato detto che ha lasciato in eredità solo quello che non è riuscita a distruggere. Argomento tutt’altro che semplice da affrontare, essendo già stato trattato da precedenti autori, fra cui il grande Georges Bernanos. L’Autore è riuscito pienamente nel difficile compito di animare la vicenda in modo originale, col collocare il dramma entro il ciclo liturgico. Il martirio è quindi inserito nella Messa e fonde le Sante Martiri col Sacrificio Eucaristico di Nostro Signore.

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ORO O LATTA (FRANCESCO MAJ, IN CAMMINO)

FRANCESCO MAJ, UN GRANDE POETA

FRANCESCO MAJ, UN GRANDE POETA

Francesco Maj, Salesiano di Torino, ha molto da dire e lo esprime con poesia di altissima qualità e verità, proponendoci un grande poema drammatico sui Dieci Comandamenti, dal titolo In cammino, che ha l’andamento solenne di una sacra rappresentazione medievale, ma con una maturità poetica e una profondità teologica che le rappresentazioni medievali spesso non possedevano. Voci dall’alto parlano a Mosè, e parla Mosè, e parlano voci maligne e insinuanti, che tentano di sviare l’uomo dal retto cammino. E parla pure gente comune, disorientata, che si domanda come distinguere il bene dal male. I Comandamenti si susseguono, presentati come in una sinfonia di voci celesti, umane e diaboliche. La contraddizione demoniaca non può naturalmente confrontarsi con la Verità, ma cerca di sviare l’uomo tendendogli trappole che fanno appello agli istinti, all’avidità, alla brama di potere. Sublime l’esaltazione del Sacramento matrimoniale e della famiglia, insostituibile cellula della società umana se cementata dall’amore divino e dall’obbedienza al quarto comandamento. Severo è l’ammonimento agli scienziati, arroganti mosche cocchiere che credono di tenere in pugno i segreti della vita, come il ricercatore che — immagine poetica davvero geniale — “afferra l’ombra e crede spento il sole”. Vibrante la condanna dell’aborto, con la bruciante immagine della terra assediata dalle anime dei bambini non nati ai quali è stato negato il diritto di vivere.

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