È l’anno in cui, il Venerdì Santo, inizia la grande opera de L’Evangelo. Il volume contiene soprattutto colloqui intimi della veggente con il Divino Maestro, che piange per l’ingratitudine degli uomini, inclusa la gran parte degli ecclesiastici, e trova consolazione solo in anime vittime offertesi in olocausto per la salvezza dei peccatori, come Maria Valtorta.
19 maggio. Le opere dell’uomo crollano, ma la Creazione rimane. Per l’uomo una sola cosa è necessaria: il Regno di Dio. Le immagini corporee non danno una reale immagine di Dio, ma solo la luce: il fuoco dello Spirito Santo che compendia la Trinità ed è l’Amore che ha creato l’universo, ha istituito i primi Servi di Dio, ha spinto il Padre a dare i Comandamenti, ha illuminato i Profeti, ha concepito con Maria il Redentore, ha messo Cristo sulla Croce, ha sostenuto i Martiri, ha retto la Chiesa, opera i prodigi della Grazia, è la gemma incomprensibile, inguardabile, della bellezza eterna di Dio. (p. 100).






